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Le lauree con le migliori prospettive di impiego e retribuzione

Autore: Redazione

La scelta del corso di laurea è molto importante. Nell’effettuarla bisognerebbe valutare con attenzione, tra le altre cose, le prospettive di impiego e retribuzione. Ma non sempre questi due fattori hanno la meglio e spesso le lauree che danno lavoro e garantiscono migliori guadagni vengono prese in scarsa considerazione.

E’ il caso di statistica. Qui il tasso di occupazione è del 95% a cinque anni dal titolo magistrale, con una retribuzione di 1.500 euro netti. Eppure, negli ultimi quattro anni accademici, gli aspiranti statistici immatricolati nei nostri atenei non sono andati oltre le 1.100 unità.

Ci sono poi matematica, chimica e fisica. Questi tre corsi di laurea rientrano fra i gruppi disciplinari che offrono stipendi e opportunità di assunzioni più elevati. Nonostante ciò, nel 2016 hanno attratto l’equivalente del 6,3% delle matricole.

Secondo dati del Miur, nel dettaglio, si parla di un totale di 1.087 matricole a statistica, 2.810 a matematica, 3.842 a fisica e 4.175 a chimica. Un totale di 11.914 studenti, il 4,2% sui 283mila neoiscritti dell’anno accademico 2016-2017. Eppure questi corsi di laurea hanno tassi di occupazione vicini al 100% già dopo il triennio.

Ma non solo. Il tipo di contratto più diffuso tra i laureati di ambito scientifico, chimico-farmaceutico e statistico è il tempo indeterminato, con un’incidenza complessiva del 63% a cinque anni dal titolo contro una media del 56,2%.

A ostacolare la scelta di questi corsi di laurea c’è la paura di studi troppo difficili e la scarsa conoscenza dei possibili sbocchi professionali.