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Ape rosa social, come funziona

Autore: Redazione

L’Ape rosa, ossia l’Ape sociale agevolata per le donne, consente alle lavoratrici di usufruire della misura con uno sconto dei contributi richiesti pari a 1 anno per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni complessivi. Le beneficiarie potranno dunque uscire dal lavoro con 28 anni di contributi.

La misura, che prevede la pensione a 63 anni di età e 28 anni di contributi, diventerà operativa grazie alla legge di Bilancio 2018.

In generale, l’Ape sociale può essere richiesto a partire dai 63 anni di età, se l’interessato possiede almeno 30 anni o 36 anni di contributi (a seconda delle categorie di appartenenza), e viene erogato fino all’età in cui il lavoratore matura la pensione di vecchiaia (dal 2018 sia per uomini che per donne pari a 66 anni e 7 mesi, dal 2019 pari a 67 anni).

L’assegno è calcolato, a seconda dell’anzianità del beneficiario, con il calcolo retributivo (sino al 31 dicembre 2011), contributivo o misto.

L’Ape sociale può essere richiesto dai lavoratori che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • invalidi, cioè lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

La legge di Bilancio 2018 ha previsto requisiti contributivi più leggeri per accedere all’Ape social a favore delle lavoratrici con figli.

Le lavoratrici potranno beneficiare di uno sconto sui contributi richiesti pari a 1 anno per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni, sia che appartengano alle prime 3 categorie di beneficiarie dell’Ape sociale (caregiver, invalide o disoccupate), sia che appartengano alla categoria delle addette a lavori faticosi e rischiosi.

Le appartenenti alla prima categoria con almeno 2 figli potranno dunque ottenere l’anticipo pensionistico con 28 anni di contributi anziché 30, mentre le addette a lavori faticosi e pesanti con lo stesso numero di figli potranno ottenere l’anticipo con 34 anni di contributi anziché 36.