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Mutui a tasso fisso e variabile, quanto costano nel primo trimestre 2019

mutuo casa
Tassi dei mutui 2019 / Gtres
Autore: Redazione

Continua la ripresa del mercato immobiliare, portando con sé l’espansione dei mutui. Ecco la Bussola Crif-Mutuisupermarket relativa al primo trimestre 2019.

Tassi dei mutui, andamento a fine 2018

Nell’ultima parte del 2018, secondo quanto rilevato, il numero delle compravendite residenziali è risultato in crescita del 9,3%, in accelerazione rispetto ai 3 precedenti trimestri, portando le compravendite a crescere del 6,6% sull’intero anno 2018. Una dinamica che ha portato con sé la crescita dei mutui residenziali, che secondo Banca d’Italia sono cresciuti, nel quarto trimestre 2018, del 13%, con volumi complessivi erogati nel 2018 in aumento del 6,2% e oltre i 50 miliardi di erogazioni nell’anno, soglia non superata dall’anno 2010.

Alla base di tale sviluppo, da un lato, prezzi al mq delle abitazioni particolarmente appetibili dopo anni di continue riduzioni e, dall’altro, spread di offerta sui mutui a condizioni sempre di elevata convenienza, nonostante le prime dinamiche al rialzo degli spread che hanno interessato in particolare l’offerta dei mutui a tasso fisso.

Mutui a tasso fisso, spread in aumento nel 2019

Ciò detto, le richieste di mutui e surroghe nel primo trimestre 2019 hanno segnato un rallentamento, con un -7,9% e lo scenario sui prossimi mesi resta incerto. Le politiche a sostegno dello sviluppo, dell’occupazione e del reddito delle famiglie assieme all’andamento sui prossimi trimestri di alcune variabili chiave di tipo economico e finanziario, potrebbero infatti indurre privati e famiglie a seguire un approccio più cauto e a posticipare decisioni relative a un investimento centrale come quello sulla casa.

“Il 2018 si è concluso registrando dinamiche positive di crescita, - commenta Stefano RossiniAmministratore e Fondatore di MutuiSupermarket.it, - sia lato mercato immobiliare, con un +6,6% del numero delle compravendite residenziali, sia lato mercato dei mutui, con un +6,2% dei nuovi flussi erogati a privati e famiglie. In particolare il mercato dei mutui è tornato a superare la quota 50 miliardi di erogato, soglia toccata per l’ultima volta nel lontano 2010. Prezzi delle case e dei finanziamenti a livelli quanto mai interessanti sono stati alla base dei risultati positivi raggiunti nell’anno, ma è bene essere cauti guardando avanti”.

Continua a giocare a favore di una accelerazione delle nuove erogazioni di mutuo, come detto, il livello particolarmente favorevole dei tassi applicati. In questo contesto, i migliori spread di offerta da gennaio a aprile 2019, stabili per i mutui a tasso variabile, mostrano dinamiche di sensibile aumento per i mutui a tasso fisso, registrando una crescita pari allo 0,5%sul periodo.

Tale aumento risulta comunque non di immediata visibilità per privati e famiglie, in quanto controbilanciato da una marcata riduzione degli indici IRS sul periodo, pari a circa uno 0,3%.

Quanto costa un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile

Secondo una simulazione operata da Crif-Mutuisupermarket, per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread a aprile 2019 per mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 0,5%.

L’effetto immediato di questo aumento degli spread sui mutui a tasso fisso è rappresentato dall’aumento di interesse da parte di privati e famiglie per i mutui a tasso variabile, che passano a spiegare dal 30% delle preferenze nel quarto trimestre 2018 al 34% nel primo trimestre 2019.  Tale dinamica è legata anche ad un clima di maggiore serenità sull’andamento atteso dei tassi variabili sui prossimi anni, grazie alle dichiarazioni sulla stabilità del tasso Bce sull’intero anno 2019 e sulle potenziali nuove politiche monetarie sui prossimi trimestri a supporto del raggiungimento degli obiettivi di inflazione.

Surroga del mutuo, il trend 2019

L’aumento degli spread di offerta sui mutui a tasso fisso rallenta l’interesse di privati e famiglie nei confronti delle nuove operazioni di surroga che transitano in particolare sul canale internet, operazioni che per oltre l’80% sono finalizzate con contratti a tasso fisso. Il peso delle erogazioni di surroga, fra il quarto trimestre 2018 e il primo 2019, passa a spiegare dal 38% al 35% delle erogazioni totali sul canale internet (canale che rappresenta una vera e propria cartina di tornasole per questo segmento) raggiungendo livelli non distanti da quelli registrati per l’ultima volta a cavallo fra fine 2014 e inizio 2015.

“La domanda di nuovi mutui – commenta Rossini, - rallenta sul primo trimestre 2019, segnando un -7,9%, spiegato in parte dalla continua contrazione della domanda con finalità surroga, impattata da aumento spread di offerta sui mutui a tasso fisso e progressivo restringimento del bacino mutuatari interessati alla rottamazione del mutuo. Non a caso sul canale online le operazioni di surroga hanno spiegato nel primo trimestre 2019 il 35% del totale erogati, in linea con i livelli di fine 2014, e il peso di tali operazioni sul totale è atteso in riduzione sui prossimi trimestri. Sarà dunque il mercato immobiliare a determinare le future dinamiche del comparto mutui; in particolare molto dipenderà dall’evoluzione dei principali indicatori di sviluppo economico che impatteranno sulla fiducia di privati e consumatori”.

Mercato immobiliare, nel 2019 prezzi in lieve aumento

Per quanto riguarda i prezzi al mq degli immobili forniti in garanzia al mutuo, nel primo trimestre 2019 hanno mostrato una variazione positiva pari al 1%. In particolare, gli immobili nuovi registrano una dinamica positiva, con un +3,1% delle loro quotazioni rispetto al primo trimestre 2018, mentre il prezzo/mq degli immobili usati mostra dinamiche meno positive segnando un ridotto -0,6%.

Approfondendo il trend dei prezzi/mq sul primo trimestre 2019 a livello geografico, l’incremento maggiore si registra nel Nord Est e nel Centro, rispettivamente con un +1,9% e un +1,8% rispetto al primo trimestre 2018; nel Nord Ovest si registra invece una contrazione del -0,7% mentre nel Sud e Isole la riduzione è pari a -3,5%.