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Mario Draghi lascia la Bce, la sua eredità sui mutui

Il Qe e le ripercussioni sui tassi dei mutui alla vigilia del cambio della guardia

mario draghi
Mario Draghi e i mutui / Gtres
Autore: Redazione

Tassi dei mutui in calo e momento d’oro per surroghe e nuove domande. Le politiche economiche della Bce, la cui guida a fine mese passerà di mano, hanno contribuito a creare tassi favorevoli.

Giovedì 24 ottobre Mario Draghi presiederà la sua ultima riunione Bce in carica come governatore, prima di passare il testimone a Christine Lagarde. Ma il presidente uscente dell’Eurotower lascia in eredità un nuovo “Quantitative Easing”, ovvero una nuova iniezione di liquidità da 20 miliardi che sarà garantita alle banche (e di conseguenza all’economia reale sotto forma di finanziamenti) “fino a quando sarà necessario”.

Si allentano quindi le condizioni per ottenere mutui e finanziamenti, in particolare per quanto riguarda i tassi, che resteranno bassi almeno fino alla fine del prossimo anno. In particolare, ecco la situazione dei tassi sui mutui secondo i dati dell’ultimo Bollettino Statistico di Banca d’Italia:

bollettino statistico banca d'italia
bollettino statistico banca d'italia

“I prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie nell’area dell’euro – si legge nella nota di Via Nazionale, - hanno continuato a espandersi in agosto, rispettivamente del 5,6 e del 3,5 per cento sui tre mesi, in ragione d’anno. La dinamica del credito alle imprese ha continuato a essere sostenuta dalle erogazioni in Francia e in Germania”.

Nell’area euro “Il costo dei finanziamenti e la sua dispersione tra paesi si sono mantenuti su livelli molto bassi. Tra maggio e agosto si sono lievemente ridotti sia il tasso di interesse sui nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, sia quello sui nuovi prestiti alle imprese (all’1,6 e all’1,5 per cento, rispettivamente)”.

Per quanto riguarda l’Italia, “Nel secondo trimestre del 2019 il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile è leggermente aumentato (al 61,8 per cento), un livello ben al di sotto di quello medio dell’area dell’euro (94,7 per cento).

Nei mesi estivi il costo medio dei nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è lievemente ridotto (1,7 per cento in agosto). In agosto la variazione sui tre mesi del credito al settore privato non finanziario è stata dello 0,2 per cento (correggendo per i fattori stagionali e in ragione d’anno). Alla solida espansione dei finanziamenti alle famiglie, sia nel comparto dei mutui sia in quello del credito al consumo, si è contrapposta la flessione del credito alle società non finanziarie”.

In generale relativamente all’offerta di credito da parte delle banche , “Secondo le banche italiane intervistate nell’ambito dell’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Survey) , i criteri di offerta applicati ai prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni non hanno subito variazioni. Dopo essere stati resi più rigidi per tre trimestri consecutivi, i termini e le condizioni applicati ai finanziamenti erogati sono rimasti sostanzialmente invariati, sia per i prestiti alle imprese sia per i mutui alle famiglie. Sulla base dei giudizi degli intermediari, la domanda di credito ha registrato un moderato incremento, beneficiando principalmente del basso livello dei tassi di interesse e delle maggiori esigenze di finanziamento degli investimenti fissi da parte delle aziende”.