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Tassi di interesse sui mutui, inizia la risalita nel 2021?

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Autore: Redazione

Iniziano la risalita i tassi di interesse sui mutui. Secondo quanto rilevato nel Monthly Outlook di ABI, il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è stato pari a 1,44% contro l’1,40% del mese precedente.

Tassi di interesse sui mutui 2021

Il tasso euribor a tre mesi, riferimento per i mutui a tasso variabile, nella media del mese di giugno 2021 era pari a -0,54% (-0,54% anche nei 4 mesi precedenti). Nella media dei primi dieci giorni di luglio 2021 è rimasto a -0,54%. Il tasso sui contratti di interest rate swaps a 10 anni, riferimento per i mutui a tasso fisso, era pari, a giugno 2021, a 0,10% in lieve calo rispetto al mese precedente (0,14% a maggio 2021). Nella media dei primi dieci giorni di luglio 2021 si è registrato un valore pari a 0,06%. A giugno 2021, il differenziale tra il tasso swap a 10 anni e il tasso euribor a 3 mesi è risultato, in media, di 65 punti base (68 p.b. il mese precedente e 27 p.b. un anno prima).

Crescono comunque i finanziamenti alle famiglie con una componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni in crescita del 3,8% annuo che si confronta con il +3,7% nel mese precedente). Nel primo trimestre del 2021 la quota di acquisti di abitazioni finanziati con mutuo ipotecario è scesa al 72,9% dal 73,8% del periodo precedente. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è rimasto pressocché stabile, al 76,2 per cento.

Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, aggiunge la nota, l’87,0% erano mutui a tasso fisso (87,9% il mese precedente). Il tasso medio sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie è salito all’1,16% dall’1,13% del mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato invece pari al 2,20% (2,21% il mese precedente).

Politiche di offerta bancaria sui mutui

Dall’indagine trimestrale sul credito bancario (Bank Lending Survey – Aprile 2021), “nel primo trimestre del 2021 i criteri di erogazione dei prestiti alle imprese hanno subìto un lieve irrigidimento connesso con una maggiore percezione del rischio da parte delle banche. Le politiche di offerta applicate ai prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si sono mantenute nel complesso invariate. I termini e le condizioni generali applicati sui finanziamenti alle imprese hanno registrato un moderato allentamento, in particolare tramite un allungamento delle scadenze; quelli applicati sui mutui alle famiglie sono rimasti stabili. Per il trimestre in corso gli intermediari prevedono che le politiche di offerta rimarranno invariate sia per i prestiti alle imprese sia per i mutui alle famiglie. La domanda di prestiti da parte delle imprese ha registrato un incremento moderato e più contenuto rispetto ai trimestri precedenti che ha riflesso in parte finalità di investimenti fissi e in parte la necessità di rifinanziamento e rinegoziazione del debito. La domanda di mutui da parte delle famiglie è lievemente diminuita, risentendo del calo della fiducia dei consumatori. Per il trimestre in corso le banche si attendono un lieve incremento sia della richiesta di fondi da parte delle imprese sia della domanda di mutui da parte delle famiglie”.

Crediti in sofferenza in calo nel 2021

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a maggio 2021 sono state 18,0 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 19,8 miliardi di aprile 2021 e ai 26,2 miliardi di maggio 2020 (-8,2 miliardi pari a -31,3%) e ai 32,6 miliardi di maggio 2019 (-14,6 miliardi pari a -44,8%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 70,8 miliardi (pari a -79,8%). 5. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari all’1,04% a maggio 2021, (era 1,50% a maggio 2020, 1,87% a maggio 2019 e 4,89% a novembre 2015).