Accendere un mutuo mette la persona davanti a una serie di scelte non indifferenti, a partire dall'ammontare della rata mensile.
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sottoscrizione mutuo casa
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La scelta della durata rappresenta una delle decisioni cruciali per coloro che stanno valutando la richiesta del miglior mutuo per le proprie esigenze. Trovare il giusto equilibrio tra una rata più alta e un impegno più breve, e una rata più bassa con un impegno prolungato, non è sempre un compito semplice. Ecco perché, prima di scegliere la rata del mutuo, è bene comprendere bene quali sono le proprie esigenze e i propri limiti all’interno del processo di restituzione del mutuo.

Come si fa a calcolare la rata del mutuo?

Per agevolare la decisione della rata del mutuo più adatta a sé, è possibile fare riferimento a modelli di economia e finanza personale, nonché a concetti di matematica finanziaria. Questi possono fornire risposte concrete e in linea con la situazione patrimoniale individuale.

Al fine di assistere nella decisione, è fondamentale considerare variabili quali l'onerosità delle rate rispetto al reddito, le prospettive future di carriera, il numero di anni che si prevede di trascorrere nella casa acquistata, e la politica economica europea sui tassi di interesse.

Ad esempio, una durata più breve comporta rate mensili maggiori, ma riduce il peso degli interessi complessivi, mentre una durata più lunga offre rate inferiori, ma implica un costo totale maggiore per gli interessi. La decisione finale dovrebbe tener conto dell'ammontare delle spese mensili escluse quelle del mutuo, delle prospettive di carriera, delle prospettive per la casa e il nucleo famigliare, e dell'andamento previsto dei tassi di interesse.

persone che valutano le rate del mutuo
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Quanto deve essere la rata del mutuo rispetto allo stipendio?

La concessione di un mutuo da parte della banca è vincolata al principio che la rata periodica non debba superare il 33% del reddito mensile del cliente. Questa precauzione è dettata da diverse ragioni, con la principale finalità di preservare la banca dal rischio di mancati pagamenti o ritardi nei rimborsi da parte del mutuatario. Questo criterio non solo protegge l'istituto finanziario, ma si traduce anche in un beneficio per il cliente, evitando il rischio di un eccessivo indebitamento.

Nel caso in cui il richiedente desideri ottenere rate più elevate, è possibile farlo attraverso l'apporto di garanzie aggiuntive. Un esempio di tale garanzia potrebbe essere rappresentato da un garante o da un fideiussore. Queste figure si assumono la responsabilità di garantire il pagamento del mutuo nel caso in cui il mutuatario non adempia agli impegni previsti. L'apporto di tali garanzie offre alla banca maggiore sicurezza, consentendo al cliente di beneficiare di rate più elevate se è in grado di fornire tali garanzie. In questo modo, si crea un meccanismo di tutela reciproca che favorisce una gestione finanziaria responsabile da entrambe le parti coinvolte.

Che rata del mutuo ci si può permettere?

Come è stato indicato in precedenza, la rata del mutuo non può superare mai un terzo del reddito del richiedente o del suo nucleo familiare. Ciò impone un limite netto sulla stipula del mutuo e nelle sue condizioni.

Ad esempio, nel caso in cui un richiedente percepisca un reddito mensile di 2000€ questo non potrebbe stipulare una rata che superi il 33% della cifra sopra indicata, che con questo riferimento si pone come limite massimo di 660€.

Per comprendere quale sia la cifra ideale per il reddito del cliente è necessario individuare le sue spese fisse e le sue spese variabili, stabilendo una cifra che non vada a intaccare la possibilità di quest’ultimo di soddisfare tutte le sue necessità primarie. Per comprendere in modo autonomo come calcolare la rata che ci si può permettere è possibile utilizzare il calcolatore del mutuo massimo che si può richiedere.

denaro per mutuo casa
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Tasso fisso e tasso variabile: quale scegliere

Un’altra importante decisione quando si decide di accendere un mutuo è la scelta tra tasso fisso o tasso variabile. Nel caso di un mutuo a tasso fisso, l'interesse viene fissato una sola volta al momento della stipula del contratto. Questo tasso è determinato considerando lo spread definito dalla banca e l'indice IRS (interest rate swap). Un vantaggio notevole di questa opzione è che la rata rimane costante nel tempo, indipendentemente dalle fluttuazioni dei tassi di mercato, offrendo così una forma di sicurezza assicurativa. Tuttavia, è importante notare che un mutuo a tasso fisso generalmente comporta costi superiori rispetto a un mutuo a tasso variabile.

Stipulando invece un mutuo a tasso variabile, il tasso d'interesse viene determinato per ogni rata periodica sommando lo spread al tasso Euribor (o tasso BCE). Nel caso di un Euribor negativo, teoricamente il tasso dovrebbe essere inferiore allo spread del contratto. Tuttavia, alcune banche, anche senza specifiche clausole contrattuali, hanno introdotto un "floor", che rappresenta il limite minimo al quale il tasso del mutuo può scendere. La Banca d'Italia ha richiamato le banche che hanno applicato questo "floor" senza prevederlo chiaramente nei contratti a restituire gli interessi eccessivi pagati dai clienti dal 2015 in avanti.

Nonostante la presenza o meno di questa clausola nei contratti, la sua applicazione viene considerata penalizzante per il cliente. La richiesta di eliminare queste clausole dai contratti di mutuo e restituire ai clienti eventuali importi pagati in eccesso è stata avanzata nei confronti dei giudici. Questo perché si osserva uno squilibrio evidente a favore delle banche, in quanto la clausola del "floor" non è compensata da un limite massimo quando i tassi di mercato sono in aumento. La richiesta mira a ristabilire un equilibrio nelle condizioni contrattuali, garantendo una maggiore equità tra le parti coinvolte.

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