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#InnoIntegrazionale: idealista rende omaggio all’inno nazionale di Mameli

Autore: Redazione

idealista vuole contribuire al dibattito sugli immigrati con una visione umana: persone che aspirano ad avere una vita migliore in un Paese, l’Italia, nel quale sperano di crescere come esseri umani, vivere in famiglia e contribuire alla crescita della nazione e al futuro della società italiana. Per questa ragione ha deciso di condividere un piccolo omaggio proprio a novembre, mese che ha visto riconosciuto ufficialmente l’inno di Mameli quale l’inno della Repubblica Italiana. È accaduto il 15 novembre scorso, dopo 71 anni.

Gli immigrati possono essere nati in un altro Paese però hanno scelto l’Italia per essere felici, hanno i nostri stessi sogni e hanno l’Italia nel cuore. L’Italia è il Paese dove hanno i loro affetti, la loro famiglia, dove aprono le loro attività creando posti di lavoro, lavorano duramente per pagare le tasse e aspirano a migliorare e fare in modo che la nazione cresca con loro. Hanno imparato ad ammirare la bellezza dell’Italia e vogliono essere parte del suo futuro. Ciò a cui aspirano, come tutte le persone nate in Italia, è guadagnarsi il diritto di sentirsi a casa.

Per esprimere questo desiderio ci siamo ispirati all’inno di Mameli per fare un esperimento: abbiamo chiesto a 11 persone comuni, di 4 continenti, che rappresentano 9 paesi (Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Costa d’Avorio, El Salvador, Egitto, Iran, Taiwan e Russia) di cantare un pezzettino dell’inno di Mameli nella propria lingua. Il risultato è un bell’esercizio: all'improvviso la musica suona come qualcosa di così riconoscibile, familiare, eppure così lontana - per parole che non identifichiamo - ma ci commuove come se il cantato fosse in italiano e tocca i nostri cuori, come se ci riconoscessimo in quelle lingue che non conosciamo.