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Ristrutturazione edilizia ricostruttiva, i chiarimenti della Corte costituzionale

La Consulta sulla ristruttutazione edilizia ricostruttiva
I chiarimenti della Consulta sulla ristruttutazione edilizia ricostruttiva / Gtres
Autore: Redazione

Con la sentenza n. 70/2020, la Corte costituzionale è intervenuta sul tema della ristruttutazione edilizia ricostruttiva. Vediamo quanto chiarito.

Esprimendo un giudizio di legittimità costituzionale in via principale, con la sentenza n. 70/2020 depositata il 24 aprile 2020, la Consulta ha sottolineato: "Allo stato attuale, quindi, la ristrutturazione ricostruttiva, autorizzabile mediante segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), è ammissibile purché siano rispettati i volumi, l'area di sedime del manufatto originario e, per gli immobili vincolati, la sagoma. Al momento dell'adozione del 'piano casa' da parte delle Regioni, invece, la normativa statale richiedeva, per la ristrutturazione ricostruttiva, il solo rispetto della volumetria e della sagoma, non l'identità di sedime, limiti da rispettare affinché la ristrutturazione non si traducesse in una nuova costruzione, diversamente regolata dalla legislazione nazionale di settore".

Secondo quanto evidenziato, dunque, la ristrutturazione edilizia costruttiva, che può essere autorizzata mediante Scia, è ammessa se sono rispettati i volumi, l'area di sedime del manufatto originario e, per gli immobili vincolati, la sagoma.