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Servizi immobiliari, il trend in Europa. Italia indietro, ma con potenziale di crescita

“Negli ultimi 10 anni siamo cresciuti di quasi un quarto di mercato. Il potenziale di crescita c’è, è molto alto”. Queste le parole di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, a idealista/news a margine della presentazione del quarto rapporto su “I servizi immobiliari in Italia e in Europa”.

Il settore dei servizi immobiliari è cresciuto, nell’ultimo decennio, più del doppio dei mercati immobiliari. A fine anno l’industria immobiliare nei cinque principali Paesi europei dovrebbe toccare i 424 miliardi di euro con quasi due milioni di addetti.

Si tratta di una crescita del 10,9% in dieci anni. Nello stesso periodo il fatturato dei mercati immobiliari (cioè il valore dei beni scambiati in tutti i comparti) è cresciuto del 4,8%.

Secondo un’elaborazione di Scenari immobiliari su dati Eurostat, il fatturato dei servizi immobiliari nei principali Paesi europei nel 2017 è stato in Francia di 91 miliardi di euro, in Germania di 121 miliardi di euro, in Italia di 19 miliardi di euro, nel Regno Unito di 124 miliardi di euro, in Spagna di 26 miliardi di euro. Per un totale di 401 miliardi di euro.

Nel presentare il rapporto, Breglia ha affermato: “E’ una ulteriore dimostrazione del peso crescente della filiera immobiliare sul Pil. Che in Italia tocca il 19%. Preoccupano i dati dell’economia e una politica che appare penalizzante nei confronti di uno dei tradizionali ‘motori’, in tutti i Paesi, dell’occupazione e degli investimenti”.

Ma qual è, nel dettaglio, la situazione dell’Italia? Rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia è ancora indietro, con un fatturato dei servizi immobiliari di circa 43 miliardi di euro. Il potenziale di crescita però c’è. Negli ultimi dieci anni, infatti, l’incremento è stato del 18,5% (dietro la Spagna). Ci sono ampi margini di incremento, se si ci rapporta a realtà più consolidate come Francia e Germania.