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Come la pandemia ha contribuito a digitalizzare il real estate italiano

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Autore: Flavio Di Stefano

Come è cambiato (se è cambiato) il mercato immobiliare a oltre un anno dallo scoppio della pandemia e quali sono i trend emergenti nel settore. Per avere una visione d’insieme, idealista/news ha intervistato Giorgio Tinacci, founder e ceo di Casavo, l’instant buyer che ha avuto un impatto vincente nel real estate italiano e non solo.

A oltre un anno dalla pandemia, come ha reagito il mercato immobiliare in Italia?

"Rispetto ad altre asset class immobiliari, il settore residenziale ha mostrato una forte resilienza soprattutto per quanto concerne la ripresa dei volumi transazionali.

Già nel quarto trimestre del 2020, si è osservata una crescita delle compravendite di quasi il 9% rispetto al 2019; questo è avvenuto sia nei capoluoghi che al di fuori. Ci aspettiamo un trend simile anche nel primo trimestre del 2021 in base alla forte domanda che abbiamo riscontrato nelle nostre città in Italia su immobili Casavo. La fase di ripresa ed espansiva che stiamo vivendo è probabilmente legata alla forte crescita di risparmi privati, l’attenzione ai propri spazi abitativi durante la pandemia e alla disponibilità di concessioni mutui da parte degli istituti di credito.

In generale, come in tutti i settori, vi è stata un’accelerazione nel processo di digitalizzazione, portando benefici a piattaforme come Casavo che sono in grado di semplificare l’esperienza utente grazie alla tecnologia riducendo i contatti fisici.

Rispetto ad altri settori, quello immobiliare è ancora stato poco digitalizzato e gran parte delle attività sono ancora svolte in modo tradizionale, spesso non in linea con i bisogni attuali dei consumatori e degli operatori del mercato. Di conseguenza, l’opportunità è enorme e credo che i trend in atto al momento rappresentino soltanto un primo passo rispetto ad un cambiamento più ampio che interesserà tutte le dimensioni del mercato immobiliare.

Recentemente abbiamo osservato tanti trend e investimenti tecnologici in tal senso: la digitalizzazione delle compravendite residenziali, forme di finanziamento alternativo per acquirenti, piattaforme orientate alla comunità (co-working, co-living), l’apertura degli investimenti immobiliari rivolta ai risparmiatori, software di gestione immobiliare e di produttività, data-analytics rivolti agli operatori del settore".

Il cosiddetto “effetto covid” sul real estate c’è stato?

"Certo, l’effetto covid ha generato non solo un aumento della digitalizzazione del settore, ma anche la domanda è cambiata: è sempre più attenta alla qualità, alla natura degli spazi.

Il trend va verso un immobile di tipo polifunzionale, abitazioni con dimensioni più ampie e spazi modulabili. Si tratta di un’evidente conseguenza delle necessità nate dal nuovo stile di vita durante il lockdown che ha fuso insieme lavoro, studio, casa e tempo libero.

Avere case ben abitabili sta diventando un’esigenza, possibilmente anche con spazi esterni. Un balcone, ad esempio, è vissuto come vitale, o ancora giardini e terrazzi. Allo stesso tempo però, bisogna fare i conti con la realtà data dal potere di acquisto delle persone che in questo periodo ha subito quantomeno un fermo".              

Avete modificato il modo in cui frazionate gli immobili che acquisite per poi rivenderli, magari per orientarvi su tagli con più metratura?

"Non abbiamo modificato in maniera particolare il modo in cui frazioniamo gli immobili dopo l’acquisizione, abbiamo mantenuto in linea generale la stessa tipologia di ristrutturazione e frazionamento. Tuttavia, nell’ottica di offrire il miglior servizio possibile, durante le ristrutturazioni siamo disponibili ad ascoltare le esigenze del cliente: qualora l’offerta di acquisto venga presentata già in fase di ristrutturazione dell’immobile, cerchiamo di rispondere alle richieste ricevute, adattando anche il rinnovamento in corso alle necessità dell’acquirente".

Quali sono le vostre aspettative per il 2021?

"Abbiamo recentemente annunciato una raccolta di capitale ad 200 milioni di euro, per un totale di 385 milioni di euro dal 2017 ad oggi tra equity e debito: ci aspettiamo di continuare a crescere anche quest’anno.

Il Round di finanziamento serie C è stato guidato da Exor Seeds, l’attività di investimenti early-stage di Exor al suo primo investimento in una startup italiana, mentre Goldman Sachs fornirà a Casavo una linea di credito fino a 150M€ per finanziare la crescita del portfolio immobiliare di Casavo.

Grazie a questa importante raccolta, nel 2021 accelereremo la nostra crescita in tutti i mercati esistenti in Italia e Spagna ma anche altre città europee. Il capitale di equity ci permetterà di continuare a investire nel nostro team e nella tecnologia per creare la migliore user experience possibile per i nostri clienti. Infine, la linea di credito fornita da Goldman Sachs rappresenta una tappa fondamentale per Casavo per finanziare le nostre transazioni immobiliari su larga scala con il supporto di investitori istituzionali".