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Francia, le riforme di hollande per rilanciare l'immobiliare e scongiurare lo scoppio della bolla

Autore: Redazione

Il mercato immobiliare francese è entrato in una spirale di crisi senza precedenti, con delle cifre di cali a due zeri nelle compravendite molto simili a quanto succede da noi. Ma se i paragoni sono leciti, il mattone d'oltralpe sta persino peggio del nostro, per l'eccesso di indebitamento delle famiglie e dei prezzi che si sono gonfiati a dismisura negli ultimi anni. Terrorizzato dallo scoppio della bolla il presidente hollande annuncia una riforma della plusvalenza e dell'iva sperando di evitare la catastrofe

Il perno del pacchetto annunciato è l'allentamento delle imposte che gravano sul settore immobiliare. Prima che i lettori italiani si scaldino su questo tema è in ogni caso opportuno sapere che in francia sono ben più alte che da noi

Plusvalenza

Nel 2011 il governo sarkozy aveva innalzato da 15 a 30 anni il periodo di tempo superato il quale decade la tassa di plusvalenza immobiliare per le abitazioni non principali, ossia l'utile ottenuto dalla rivalutazione dell'immobile rispetto a quando lo si è comprato. Questo limite temporale scenderà ora a 22 anni. Questi cambi continui legislativi non sono certo positivi, perché cambiano le regole degli investori, ma la precedente mossa aveva letteralmente freddato che pensava di non dover pagare

Accusato di voler in questo modo agevolare i proprietari, holande ha reagito spiegando che vuole fare esattamente il contrario, ossia favorire gli acquirenti, dato che, con la plusvalenza a 30 anni, in tanti avevano ritirato il proprio immobile dal mercato, aggravando ulteriormente la scarsità di alloggi di molte città. In ogni caso l'imposta resta molto alta, ossia il 30% dell'utile realizzato

Ricordiamo che in Italia l'imposta di plusvalenza decade dopo 5 anni

Iva

Sarà introdotto un abbattimento eccezionale dell'iva sull'acquisto di nuove abitazioni di categoria catastale "media", a esclusione degli immobili di lusso. L'iva, attualmente al 19,5% (dunque altissima rispetto all'Italia) passerà al 10%, ossia quanto si paga da noi per le seconde abitazioni