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Lo strano caso di questa casa di Madrid che ha ispirato l’horror Veronica

Eventi paranormali o montatura dei media. Ecco cosa è successo a inizio anni '90 nella casa dei misteri

Autore: Lucía Martín (collaboratore di idealista news)

Un tragico caso di cronaca, avvenuto in Spagna a inizio anni  '90, ha ispirato il film horror di Paco Plaza Veronica. Alcuni eventi, accaduti in una casa del quartiere Vallecas (alla periferia sud est di Madrid), erano stati definiti dalla polizia "inspiegabili". idealista/news ha ricostruito la storia e ha visitato l'edificio dove si sono svolti i fatti.

Al numero 8 di calle Luis Marín, nel quartiere operaio di Vallecas a Madrid, c'è un palazzo di 12 piani di dubbio gusto architettonico il cui interno ricorda un corridoio di una carcere.

Un ascensore arancione (il che non migliora la situazione) ci porta a destinazione: ci troviamo di fronte un pianerottolo luminoso adornato con piante e una porta. Una porta qualsiasi. Se non fosse che in questa stessa casa, 27 anni fa, la polizia era arrivata all'alba dopo aver ricevuto una chiamata dai proprietari. Un alterco familiare? Alcuni vicini che hanno fatto troppo rumore per una festa? No, si era trattato di qualcosa di molto più inquietante: stavano accadendo strani eventi in casa e non era la prima volta. Una forza misteriosa aveva spostato alcuni oggetti, i crocifissi, ad esempio, erano a testa in giù.

Sembra un film di Halloween? Naturalmente, tanto che il fatto realmente accaduto, noto come "Caso Vallecas", ha ispirato il film Verónica , di Paco Plaza. Un caso di cronaca che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro sui giornali. Ma c'era davvero qualcosa di paranormale o abbiamo assistito semplicemente a un dramma umano che è stato alimentato e ingigantito dai media del tempo? Come si spiega il fatto che nel rapporto della polizia di quella notte si parlava di "fatti del tutto inspiegabili"? C'erano davvero eventi che non potevano essere spiegati dalla logica?

Ma andiamo con ordine e ricapitoliamo quanto accaduto: la giovane Estefanía Gutiérrez Lázaro muore all'ospedale Gregorio Marañón nell'agosto 1991 per asfissia polmonare: morte improvvisa e sospetta. Dopo la sua morte, i genitori e i cinque fratelli iniziano a osservare eventi rari nella casa di calle Luis Marín 8, fenomeni che si accentuano ancora di più nella notte in questione, in cui, in preda al panico, finiscono per chiamare la polizia. A quanto pare, Estefanía si era avvicinata al mondo occulto pochi anni prima, aveva partecipato ad alcune sedute spiritiche con una tavola ouija e in una di queste, realizzata con alcuni amici di scuola, un'insegnante che li aveva colti in flagrante aveva gettato al suolo la tavola rompendola. Da quel momento, Estefanía inizia a manifestare uno strano comportamento: convulsioni, allucinazioni, voci, assenze.

Inizia così un lungo pellegrinaggio dai dottori, ma nessuno sembra trovare una spiegazione ragionevole: per i credenti (e la famiglia lo era), la ragazza era stata posseduta dal Male. Curiosamente, quella versione resiste ancora: il tassista che ci ha portato a Vallecas è  del quartiere e ci ha confermato: "Io e i miei amici abbiamo parlato molte volte di questo caso e abbiamo sempre pensato che ci fosse qualcosa di strano, qualcosa è successo con questa famiglia", ci dice.

Ma torniamo alla storia: all'alba del 27 novembre 1992 i genitori di Estefanía (la ragazza era morta un anno prima), chiamano la polizia spaventati: i crocifissi della casa si muovono e un'enorme figura li osserva dal corridoio. L'ispettore capo José Pedro Negri e altri tre agenti di polizia appaiono in casa e confermeranno, in parte, una situazione "strana e misteriosa" che verrà registrata nel famoso dossier.

"I Gutierrez hanno lasciato la casa alla fine degli anni Novanta, l'hanno venduta a una famiglia latinoamericana che non ha notato nulla di insolito nel corso degli anni", spiega David Cuevas, un giornalista che ha intervistato Ricardo e Maximiliano Gutierrez, due dei fratelli di Estefanía. Nella loro intervistai fratelli hanno smantellato l'intero alone misterioso e paranormale del caso, spigando che la sorella non era mai stata posseduta dal diavolo, che aveva l'epilessia (anche la madre) e che era una ragazza del tutto normale. “Abbiamo mostrato il rapporto sull'autopsia a un neurologo e sei studi forensi (uno dei quali, Gregorio Arroyo, autore dell'autopsia stessa), nessuno ha rilevato nulla di strano. Questa ragazza stava assumendo farmaci, sebbene al momento della sua morte non fosse ancora stata diagnosticata l'epilessia e avesse anche un problema di obesità. Non c'è stato nulla di strano nella sua morte", spiega Cuevas. E aggiunge: “Forse c'erano cose che non potevano essere spiegate. Dissero, ad esempio, che il 1° novembre si alzarono per andare al cimitero e uno di loro trovò la foto di Estefanía caduta a terra. E bruciata. Ricardo e Maxi non sanno come sia successo, ma non escludono che qualcuno in famiglia lo abbia fatto intenzionalmente. Il caso Vallecas è semplicemente un dramma umano che, sostenuto dai media, diventa il poltergeist spagnolo", conclude Cuevas.

“La ragazza è morta per altri motivi, non per nulla legato a eventi paranormali. Credo che questa casa abbia un'impregnazione speciale, un ambiente strano, ma che si attiva solo quando loro, gli ex proprietari, ci sono dentro", dice il medium Victoria Braojos, che ha partecipato con una sessione di spiritualismo alla presentazione di El Diablo en casa , di Alberto Ávila, un libro monografico su questo caso.

Al bar Los Cuñaos, proprio di fronte alla casa del famoso caso Vallecas, non sanno nulla di demoni o fenomeni paranormali: qui l'unica cosa paranormale sarebbe per loro di giocare alla lotteria e non doversi alzare presto ogni giorno per lavorare.