Studenti e lavoratori temporanei dell’Ue evitano il Regno Unito dopo la Brexit

Cosa indicano i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica del Paese
Londra
Benjamin Davies

La percentuale di residenti temporanei dell’Unione Europea presenti nel Regno Unito è crollata dopo la Brexit. A mostrarlo i dati sul censimento. In base a quanto emerso, a marzo del 2021 delle 136.000 persone non nate nel Regno Unito, che vivevano in Inghilterra e nel Galles e che pianificavano di rimanervi per meno di un anno, solo un quarto proveniva da Paesi membri dell’Ue. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica del Paese, si tratta del 35% in meno rispetto al 2011.

I residenti temporanei dalla Cina sono al primo posto e precedono i cittadini provenienti dall’India. La decisione del Regno Unito di uscire dall’Ue nel 2016 ha cambiato la composizione della popolazione immigrata in Gran Bretagna e ha posto fine al flusso costante di lavoratori che attraversano la Manica. In dati assoluti, il numero di residenti temporanei nel 2021 era di 59.000 in meno rispetto a un decennio fa. Il calo rappresenta una sfida per il primo ministro Rishi Sunak, che sta cercando di mantenere la promessa di tagliare l’immigrazione fornendo all’economia abbastanza lavoratori e consentendo alle università britanniche di attrarre studenti stranieri.

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Il calo del numero di residenti temporanei Ue indica che gli studenti della terraferma potrebbero aver iniziato a evitare il Regno Unito dopo la Brexit. Bisogna anche considerare che il Regno Unito è uscito dal programma Erasmus dell’Ue, che aiuta a finanziare gli studi all’estero. Per Tomasz Wieladek, capo economista europeo presso il gestore degli investimenti T. Rowe Price, bisogna anche considerare la possibilità che il Regno Unito smetta di partecipare al programma Horizon Europe, che finanzia la ricerca e l’innovazione. “Molti residenti nell’Ue potrebbero essersi sentiti meno benvenuti nel Regno Unito dopo la Brexit”, ha aggiunto, anche se “spero che il miglioramento delle relazioni diplomatiche tra il Regno Unito e Bruxelles cambierà la dinamica”.

Nonostante il calo di studenti e lavoratori europei, il Regno Unito rimane una meta popolare tra i cittadini cinesi. C’è poi l’India e dopo spicca la Romania, che compare per la prima volta anche nella “top 10” delle nazionalità.

Pandemia e mercato del lavoro

Una delle principali cause del minor numero di visitatori temporanei nel 2021 potrebbe essere stata la pandemia di Covid-19, che ha determinato lo stop ai viaggi e che ha causato il ritorno nel Paese di origine di un gran numero di residenti stranieri. Ma anche la politica di immigrazione più severa del Regno Unito ha avuto i suoi effetti. Il governo conservatore ha adottato un nuovo sistema di immigrazione basato sui punti all’inizio del 2021, aggiungendo ulteriori ostacoli per coloro che cercano di ottenere un visto di soggiorno nel Regno Unito.

Il numero in calo di lavoratori migranti temporanei aumenta la pressione sul mercato del lavoro del Regno Unito in un momento in cui le aziende stanno lottando per trovare personale. Mentre molti stranieri vengono nel Regno Unito per studiare, altri arrivano anche per lavorare o prendersi cura della famiglia. Nel 2021, il 28% dei residenti temporanei di età superiore ai 16 anni lavorava o cercava lavoro.

I ristoratori e i titolari delle altre attività di ospitalità, in particolare a Londra, si sono lamentati del fatto che dopo la pandemia i lavoratori occasionali su cui facevano affidamento scarseggiavano. Ciò significa dover pagare salari più alti, aggiungendo ulteriore pressione a uno dei più alti tassi di inflazione del Paese da decenni.
 

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