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Alla scoperta dello spazio Lenovo a Milano con il designer Alessandro Luciani

Spazio Lenovo
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Autore: floriana liuni

A Milano è stato di recente inaugurato il concept store di Lenovo, uno spazio non convenzionale che ha ridato luce alla personalità tanto di un brand quanto di uno dei quartieri più prestigiosi del capoluogo lombardo. Il progetto è opera del designer italiano Alessandro Luciani: idealista/news lo ha intervistato per scoprire il segreto di un concept innovativo.

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Spazio Lenovo, in Corso Matteotti 8/10 a Milano è uno spazio da vivere dalle 10 alle 20 di ogni giorno. Circondati dai device del brand, tutti da sperimentare (ed eventualmente acquistare) che si animano di vita e luce, ci si muove in un contesto che invita alla convivialità e alla sperimentazione di nuove visioni, attraverso un percorso che è anche sensoriale - e non si nega un caffè al lounge bar. Con in più un occhio all’ambiente che fiorisce intorno a noi anche nel bel mezzo di una grande città. Nello Spazio Lenovo troviamo anche aree per il coworking e lo smart working così come zone dedicate a eventi e riunioni, con un calendario che diventa parte della vita cittadina e di cui si può far parte accedendo alla community Lenovo con il proprio profilo virtuale sul sito web spaziolenovo.com. 

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"Con questo spazio ho voluto creare un luogo fisico che incarnasse la personalità del brand, - spiega Alessandro Luciani, pluripremiato designer responsabile del progetto, - facendo entrare la luce e il colore ed esaltando quello che la tecnologia vuol dire per l’uomo: comunicazione, inclusione, lavoro, intrattenimenti, in una parola, vita”.

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Alessandro Luciani nasce da una famiglia di commercianti che gestivano un negozio di musica e sport. Il suo sogno era di fare lo stilista, ma dovette rinunciare per unirsi al business di famiglia, studiando al contempo per diventare insegnante di educazione fisica ed essendo lui stesso uno sportivo a livello agonistico.

“La formazione sportiva mi ha consentito di essere una figura specializzata nel commercio di famiglia, riuscendo meglio ad interpretare le esigenze dei clienti, - racconta Luciani. – Non solo: col tempo ho potuto sviluppare una sensibilità per le tecniche di marketing e la psicologia dell' acquisto, con un occhio alle possibilità di rinnovamento offerte, ad esempio, dal visual merchandising che era il modello americano degli anni 90, un modello da cui il business di famiglia avrebbe potuto trarre vantaggio per stare al passo con i tempi. Mi documentai perciò su questo e cercai di importare questi metodi rinnovando gli spazi di vendita del nostro negozio con un design inventato da me”.

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Non passò troppo tempo che questo design venne notato da clienti e negozianti, al punto che iniziarono a presentarsi a Luciani vari imprenditori con spazi vendita da rinnovare, che richiedevano gli arredi progettati inizialmente solo per il negozio a conduzione familiare. Da quel momento il design divenne il suo mestiere ufficiale.

Nel 2012 Pirelli mi chiamò per partecipare ad una gara internazionale di progettazione, che vinsi; da allora partecipai anche ad altri contest e ne vinsi molti. Tra questi, due anni fa, quello per la progettazione dello store di Huawei a Milano”. E da qui a Lenovo, il passo fu breve.

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Ma cosa c’è di speciale nel design di Alessandro Luciani? A conquistare, probabilmente, è proprio il percorso formativo particolare, “sul campo”, che ha reso poliedrica la sua immaginazione senza slegarla dal contesto concreto del commercio. “La progettazione parte da un pensiero, un concetto, una filosofia di vendita, - spiega il professionista. - Il mio valore aggiunto rispetto ad un designer puro o un architetto sta nell’aver maturato anche un’esperienza nella vendita e nel sapere quindi cosa può colpire un cliente anche a livello funzionale all’esperienza di acquisto, oltre che visivamente”.  In questo anche l’identità del brand ha il suo peso. “I marchi hanno bisogno di avere delle personalità definite, - osserva Luciani, - che devono essere comunicate ed espresse anche attraverso il design degli store”.

Lo store di Lenovo, in particolare, oltre a rispecchiare la personalità e i valori del brand, si inserisce armoniosamente nello spazio circostante, con grandi vetrate d’angolo che portano sulla strada luci e colori, valorizzando l’edificio agli occhi non solo dei clienti ma anche dei frequentatori della zona.

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“L’idea è stata quella di partire dai valori essenziali che caratterizzano il brand Lenovo, - spiega Luciani, - facendoli risaltare, per contrasto, attraverso il colore e la luce. Un modo per esprimere la filosofia del marchio e coniugare la tecnologia con le con le persone e con il mondo. Da sempre il mio pensiero è che la tecnologia è spesso dipinta come qualcosa che prende il sopravvento sull’uomo, qualcosa di cui avere paura. Invece occorre mostrare che i due elementi possono convivere e avere bisogno l’uno dell’altro, in uno spazio che rompa l’incantesimo di questa paura. Ecco il perché di uno spazio chiuso che si comporta come se fosse uno spazio aperto: luce, colore, ledwall che bucano i due piani dello store, schermi che comunicano con i visitatori, facendo dialogare futuro e tradizione”.

Non solo: ma il connubio è anche tra tecnologia e ambiente, una unione che si comunica attraverso i materiali, il vetro in primis, i mutevoli  effetti cromatici che ricordano la rifrazione della luce in uno spettro iridato e il suo cambiare durante le ore del giorno, e attraverso le 13 colonne rivestite di verde che si elevano verso l’alto come in un bosco, esprimendo l’amore per la semplicità della natura.

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“Il tema della sostenibilità ambientale va sostenuto anche in una città come Milano, - afferma Luciani. - Ultimamente questa è stata una prerogativa delle più iconiche opere architettoniche, dal Bosco Verticale in poi. Io sicuramente faccio parte di quella schiera di designer che sostengono la necessità di questo genere di messaggio”.

Il designer ci poi fa notare come, nonostante il progetto del concept store Lenovo sia nato oltre un anno fa, il risultato sia sorprendentemente adatto al momento presente.  “In questo momento particolare abbiamo bisogno di energia e positività. Lo store,  attraverso una esperienza sensoriale che fa del colore un elemento centrale e che si pone come alternativa al minimalismo che si era imposto negli ultimi anni, offre una sorta di cromoterapia dagli effetti benefici in uno spazio fatto per essere vissuto tutto il giorno tra svago e lavoro”.

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E come la mettiamo con il distanziamento sociale? “Neanche a farlo apposta, - spiega Luciani, - lo store è dotato di box office aperti su due lati con all’interno tavoli da due persone larghi un metro. Quindi anche il distanziamento è garantito, anche se naturalmente questa idea è nata con tutt’altro scopo, ovvero dare risalto agli spazi aperti, che sono ciò che amo”.