Secondo la più importante agenzia di rating intenrazionale l'Italia crescerà meno del previsto. Per quest'anno prevede infatti un'espansione del Pil di appena lo 0,5%, rivedendola al ribasso da un precedente 0,7%. La previsione del governo è dell'1,1%
Frenata da una perdita di competitività che scaturisce dal continuo peggioramento della produttività del lavoro l'Italia tornerà ad accumulare ritardo rispetto alla zona euro nella fase di ripresa appena partita, annullando alcuni indubbi punti di forza della propria economia.
La cifra dell'agenzia fissa il rating "A+" (il massimo è a+++) con outlook stabile sul debito italiano a lungo termine. Per il complesso dell'area euro S&P ha una stima di 1,2%. Il divario tra crescita italiana ed europea si aggraverà nel 2011, quando il Pil dell'Italia salirà dell'1%, esattamente la metà di quanto previsto da S&P per i 16 dell'euro. Sul 2011 il governo stima una crescita del 2% nel suo Programma di Stabilità aggiornato a gennaio 2010
"I punti di forza dell'economia italiana, come il basso indebitamento del settore privato e la tenuta del mercato immobiliare rispetto ad altri paesi della zona euro, potrebbero aiutare a spingere il paese fuori dalla recessione", scrive S&P
"Tuttavia le debolezze strutturali, inclusa la bassa crescita della produttività del lavoro e la deteriorata competitività estera, probabilmente freneranno le prospettive di crescita a medio termine"
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