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Fuori sede o in trasferta. Chi può chiedere il contratto d'affitto transitorio

Autore: Redazione

A settembre molti sono alla ricerca di un alloggio, ma soprattutto di un contratto di locazione per esigenze abitative di carattere transitorio. Ma chi ne può usufruire? e come funziona?

I casi in cui può essere stipulato questo contratto sono individuati a livello locale dagli organismi degli inquilini e proprietari, per cui possono cambianare a seconda della zona. In ogni caso, l'esigenza transitoria del conduttore (l'inquilino) deve essere provata con apposita documentazione allegata al contratto:

Che sia un ordine di servizio, per il lavoratore in trasferta, che stabilisca il trasferimento temporaneo del lavoratore nella nuova sede dell'azienda. In più il verificarsi dell'esigenza transitoria del locatore e del conduttore deve essere confermato tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza nel termine stabilito dal contratto

Se il locatore non adempie a questo onere e nel momento in cui vengano meno i requisiti della transitorietà, la durata del contratto deve tornare ad essere di quattro anni, rinnovabili per altri quattro salvo disdetta. La durata di un contratto transitorio deve essere non inferiore ad un mese nè superiore a 18 mesi

Per quanto riguarda gli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea in un comune diverso da quello di residenza possono usufruire di questo tipo di contratto, specificando la loro condizione nel contratto stesso

La durata di questo rapporto va da sei mesi a tre anni e il contratto può essere sottoscritto sia dal singolo studente che da un gruppo di studenti fuori sede o dall'azienda per il diritto allo studio

Per quanto riguarda il canone, invece, questo viene stabilito in ogni caso all'interno della fascia individuata dalle organizzazioni di locutori e conduttori

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