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Evasione fiscale: i conti correnti finiscono nel mirino di bankitalia

Autore: andrea manfredi (collaboratore di idealista news)

Anche la banca d’Italia scende in campo nella lotta all’evasione fiscale e all’antiriciclaggio, due fenomeni che sono strettamente collegati tra loro e che insieme rappresentano una fetta consistente del pil nazionale (circa il 31,1% nel 2008). Se in passato soltanto la banca aveva accesso ai conti correnti dei suoi clienti previa autorizzazione di un giudice, oggi non solo l’agenzia delle entrate, ma anche bankitalia potrà liberamente “sbirciare” fra le righe dell’estratto conto alla ricerca di movimenti “sospetti”.

L’istituto di via nazionale sarà autorizzato a tenere sotto controllo le operazioni di ritiro o di spostamento di denaro contante al di sopra di una certa soglia. L’obiettivo è combattere il riciclaggio e ogni tentativo di evasione fiscale. Sarà, infatti, sufficiente fare un po’ di prelievi in contante d’importi elevati per correre il rischio di essere “schedati” e segnalati alle guardia di finanza. Nella lotta al riciclaggio e all’evasione, bankitalia ha, inoltre, reso più stringenti gli schemi operativi destinati ai colletti bianchi degli istituti oltre che a notai, avvocati e commercialisti: tutte le operazioni relative a conti, depositi e movimenti di cash saranno sottoposte al controllo vigile della banca d’Italia. Quanto alle vere o presunte attività imprenditoriali, due saranno le principali categorie di monitoraggio – le frodi fiscali internazionali e le frodi nelle fatturazioni – analizzate sia sotto il profilo “soggettivo” (persone o società coinvolte nelle transazioni finanziarie) sia quello “oggettivo” (tipo di operazioni e/o transazioni effettuate con relativo importo)

 

Il controllo della banca d’Italia, unito a quello delle fiamme gialle, ha, però, un risvolto negativo: malgrado i buoni propositi esso pone una serie di problemi relativi alla tutela dei dati personali, quali sono per l’appunto quelli bancari. C’è, infatti, chi parla già di un nuovo grande fratello dei conti correnti bancari, successivo a quello dell’agenzia delle entrate gestito dalla sogei (braccio informatico dell’amministrazione finanziaria). L’unica “rassicurazione” per i correntisti gelosi della loro privacy è che le informazioni “non arriveranno a via nazionale, ma ai cervelloni della guardia di finanza”

 

Oltre al controllo della banca d’Italia, l’altra novità è la black list dei settori che, per loro natura, sono più esposti al rischio evasione e riciclaggio. In particolare, rientrano in questa definizione “le attività di pulizia e manutenzione; le attività di consulenza e pubblicitarie; i settori dei materiali ferrosi, edile, dell’autotrasporto e del movimento terra, dei metalli preziosi, delle opere d’arte; i mercati dei cosmetici; commercio all’ingrosso di olio e grano; lo scambio di servizi e diritti negoziati su piattaforme informatiche; le attività di commercio di autoveicoli, di accessori per auto e di beni a contenuto tecnologico (computer, telefoni cellulari)”.

 

Le misure sono apparse necessarie, perché, come spiega bankitalia, in Italia “l’evasione fiscale ha dimensioni molto più ampie di altri paesi dell’unione europea ed è uno strumento utilizzato per precostituire fondi da reinserire nel circuito economico ovvero per agevolare articolate condotte criminose”

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(idealista.it/news)