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Report, le 56 case di Antonio di Pietro (video e intervista completa)

Autore: team

Si intitola gli insaziabili l'ultimo episodio della trasmissione report, dedicata ai soldi finiti nelle casse dei partiti. Non sempre questi fondi, provenienti dalle tasche dei cittadini, sono stati usati per scopi personali, come i casi della margherita o della lega nord ci hanno insegnato. Ma l'impalcatura che regge una macchina fuori controllo di utilizzo dei rimborsi elettorali è ben più vasta e alcuni patrimoni personali sono davvero sorprendenti

È il caso di Antonio di Pietro, a cui fanno capo 45 proprietà, tra appartamenti, cantine, garage, terreni. Altre 11 sono intestate alla moglie e al figlio maggiore. &Laquo;lei la campagna non ce l’ha?», replica di Pietro alla giornalista. Il geometra massimo d’Andrea, perito di veltri, ha studiato il patrimonio: «il capitale vale, con stima prudenziale, 5,2 milioni. Il 67% della movimentazione economica è successiva al 2001, quando arrivano i rimborsi elettorali»

Di Pietro ribatte: «c’è una sentenza su questo, dove sono giustificati immobili e fondi». Una parte, 1,08 milioni, è stata pagata con dei mutui. Il resto? «col risarcimento danni: a forza di diffamarmi, ho ricevuto qualche milione». Di Pietro, al gip nel 2010, scrive che dalle cause ha avuto «circa un miliardo di lire»

Con 800 milioni, nel ’99, di Pietro compra due appartamenti a busto arsizio: e poi, tramite l’immobiliare «anto.cri.srl» di cui è socio unico («ci pago le tasse, che problema c’è?») ne acquista altri due: uno a Milano, l’altro a Roma. Affittati entrambi all’idv. Nel 2002 altro acquisto: 180 metri quadri a Roma, via merulana. Di Domenico ne parla come «la casa di tonino » e mostra la fattura di una ristrutturazione pagata dal partito. Di Pietro replica: «c’era la sede dell’Italia dei valori». Ma, al giudice, scrive che lì «dal 2000 vive e abita»

Se non visualizzi il box in alto, scarica l'intervista completa in pdf

Ricordiamo ai lettori che con la nuova legge sulla diffamazione che sarà votata con scrutinio segreto dal parlamento, programmi come questo di report non potranno più esistere, in quanto i giornalisti della rai non potranno più sottoporre queste domande

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