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Boom di affitti in nero: nel nostro paese sono 950.000 le locazioni sommerse

Autore: Redazione

Altro che canone concordato o cedolare secca, il contratto di locazione preferito dagli italiani è quello non dichiarato. Secondo uno studio della cgia di mestre, infatti, sono quasi un milione le famiglie italiane che vivono in "nero". E si tratterebbe anche di un numero che non tiene conto del milione e mezzo di studenti universitari fuori sede e che raramente vivono in abitazioni di proprietà

La cgia è partita dai dati dell'istat, secondo cui le famiglie italiane che si trovano in affitto in Italia sono circa 4.800.000. Considerando un'unità abitativa per nucleo familiare, è stato sottratto il numero di abitazioni che i locatori dichiarano di affittare (2.700.000) quelli riconducibili all'edilizia pubblica (800.000), quelle date in affitto dalle società (350.000). Il risultato finale sfiora appunto il mione di unità, ovvero 950.000

E pensare che il legislatore aveva cercato con la cedolare secca (che introduce una aliquota fissa sugli immobili affittati ad uso abitativo) di far emergere il sommerso. Questo indroducendo non sono una tassazione agevolata per il locatore, ma anche la possibilità per il locatario di registrare unilateramente il contratto ottenendo cosi un canone agevolato

“È l’ennesima dimostrazione – dichiara Giuseppe bortolussi segretario della cgia di mestre -  che il contrasto di interessi non funziona. Possiamo dare  agevolazioni e sconti, ma la gente preferisce non pagare nulla piuttosto che pagare poco. Anziché continuare ad accanirsi su chi è conosciuto dal fisco, è necessario anche in questo caso  di concentrare l’attività di contrasto all’evasione su chi opera completamente in nero attraverso una più incisiva attività di intelligence"