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E i grillini scoprirono che gli affitti a Roma sono alti

Autore: Redazione

Col passare delle settimane si ridimensionano le intenzioni dei neo eletti del movimento 5 stelle. Se il primo giorno i grillini si erano detti disponibili persino a condividere casa, pur di restare fedeli al mandato di ridurre gli stipendi dei parlamentari, i buoni propositi cominciano a vacillare. Alcuni di loro hanno scoperto infatti che la vita da parlamentare è cara e tra affitti, viaggi e collaboratori arrivare a fine mese è difficile

In un'intervista a il fatto quotidiano il senatore Francesco campanella ammette di aver riferito a beppe grillo la situazione. Il primo stipendio non è ancora arrivato e le spese si accumulano. In più, si lamenta campanella, non c'è tempo per cercare casa e "quindi siamo sempre stati in albergo", quindi non si può cucinare e bisogna andare a cena fuori, ma attorno a palazzo madama i prezzi sono quelli che sono

Gli alberghi del centro di Roma sono del resto carissimi e, stando allo sfogo di campanella, la concomitanza del conclave ha complicato la situazione: poche stanze a prezzi esorbitanti. Il senatore propone quindi una soluzione: un forfait fisso per vitto e alloggio e tutto ciò che si spende in più andrebbe rendicontato

Sono queste le ragioni che hanno portato i parlamentari 5 stelle a non rinunciare alla retribuzione di 6.000 euro mensili

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