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Afffitto in nero, 7 universitari su 10 non hanno un contratto regolare

Autore: Redazione

La cedolare secca nata per far emergere il sommerso nel mercato delle locazioni non sembra aver avuto molto successo tra gli studenti italiani fuori sede. Nonostante l'altissima percentuale di ragazzi che studiano fuori dal loro comune di origine, infatti, solo il 29% degli universitari ha un contratto regolare di affitto

A dirlo è un'indagine condotta dal centro studi e ricerche "antonella di benedetto" per conto dell'associazione contribuenti.it, che ha elaborato una serie di dati ministeriali, degli uffici tributi, delle banche centrali, degli istituti di statistica e delle polizie tributarie. I risultati non sono certo esaltanti. Ben il 71% degli universitari infatti ha un contratto irregolare o in nero, il 3% in più rispetto allo scorso anno

A guidare la classifica delle regioni italiane dove sono aumentati i contratti di locazione in nero c'è la Lombardia (+6,1%), Lazio (+5,2%), Veneto (+5,1%). A seguire il Piemonte (+4,3%), Liguria (+4,2%), Campania (+1,2%), Abruzzo (+0,8%), Molise (+0,3%). L'evasione è diffusa soprattutto nel nord ovest (28,4% del totale nazionale) seguito dal centro (27,1%), nord est (26,2%) e sud (18,3%)

L'alta percentuale di affitti in nero nel nostro paese colloca il nostro paese alla testa di una speciale classifica europea, dove a seguire c'è la grecia (64%), romanica (63%), slovacchia (59%), bulgaria (52%), cipro 843%). I numeri degli affitti in nero sono circa 5 volte quelli di francia e germania

Resta da vedere se adesso le agevolazioni introdotte dal decreto sull'imu sulla cedolare secca spingeranno i proprietari a regolarizzare gli inquilini. Quest'ultimi inoltre già dall'entrata in vigore dell'imposta sostituitiva hanno la facoltà di denunciare il proprio contratto in nero, ottenendo così uno sconto considerevole, pari all'80%, rispetto al canone stabilito

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