Nel corso del consiglio ecofin che si è svolto a bruxelles i ministri delle finanze dell'unione hanno raggiunto l'accordo sul meccanismo unico di risoluzione bancaria, che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2015. Si tratta di un "patto" che il ministro dell'economia, fabrizio saccomanni, ha definito "storico". L'intesa dovrà ora essere approvata dal parlamento europeo entro la fine della legislatura, prevista per aprile
L'accordo, che si basa su un regolamento e un trattato intergovernativo, prevede: la nascita di un consiglio di risoluzione; l'istituzione di un fondo di risoluzione e di un paracadute finanziario da utilizzare mentre il fondo sale a regime
Il consiglio di risoluzione, composto dalle autorità nazionali coinvolte, dovrà occuparsi di prendere le decisioni sull'utilizzo del fondo. Qualora per la ristrutturazione fosse necessario almeno il 20% del fondo o l'accesso ad esso dopo che nell'anno in corso sono già stati usati 5 miliardi di euro, la procedura sarà gestita dal consiglio di risoluzione in sessione plenaria
Il fondo sarà finanziato da denaro privato, per evitare che gli stati debbano ricorrere al denaro pubblico per salvare le banche in difficoltà, come accaduto in passato. E il paracadute finanziario comune "dovrebbe permettere la presa in prestito di denaro da parte del fondo di risoluzione"
Il presidente dell'eurogruppo, jeroen dijsselbloem, ha spiegato: "in futuro le crisi bancarie del recente passato saranno gestite in modo completamente diverso. Le banche da ora in poi saranno chiamate a rispondere delle loro perdite e dei loro rischi. Mi sembra un cambiamento molto salutare"
Trovato inoltre un accordo circa regole armonizzate a 28 per quanto riguarda le garanzie sui depositi bancari, quindi sull'ammontare dei vari fondi nazionali e sulle scadenze entro le quali rimborsare i correntisti
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