Un mercato attivo, nel quale però il “pallino” è nelle mani dell’acquirente e non più in quelle del venditore. C’è poi un evidente ritorno all’affitto, di nuovo in voga dopo essere stato scartato per anni, a causa della precarietà del lavoro e delle strategie commerciali delle banche che spesso penalizzano i mutui. Ecco alcune tra le principali tendenze del mercato immobiliare a Palermo, secondo Federico auteri di cia immobiliare, gruppo che può contare su 40 agenzie in franchising e 15 anni di esperienza
Perché parla di un mercato guidato da chi compra?
Perché c’è stata una forte contrazione dei prezzi, e ora l’offerta è preponderante rispetto alla domanda. Si tende ad andare incontro alle esigenze dell’acquirente o dell’inquilino, nel caso degli affitti.
È un ottimo momento per chi ha accumulato denaro, vuole investire e punta all’affare: ho visto comprare immobili con ribassi fino al 30%
Mentre per chi non ha grandi capitali e chiede un mutuo classico?
Per quelli sono tempi duri, perché le politiche commerciali delle banche spesso ostacolano quella che dovrebbe essere la loro principale funzione, e cioè rilasciare il credito e fare circolare il denaro. Per chi non è dipendente a tempo indeterminato, oggi è quasi impossibile ottenere un mutuo, e tra questi ci sono ad esempio tutte le partite iva, non finanziabili, o i contrattisti a progetto
Dunque la politica delle banche andrebbe rivista?
Sì, ma è un problema politico. Ci vorrebbe più flessibilità nelle rate del finanziamento e trovo sbagliato ad esempio che chi non ha avuto nessuna macchia in tutta la sua vita, solo perché paga in ritardo una rata in un momento di difficoltà finisca in quelle banche dati che le banche controllano per autorizzare o meno il credito.
È anche per questo che ha notato un exploit degli affitti?
Sì, per il credit crunch, ma in generale anche per la crisi che sulla casa impone alle famiglie una scelta più sicura. E gli affitti hanno prezzi competitivi: oggi, a Palermo, con 600 euro al mese è possibile prendere in affitto un appartamento di 4-6 vani in una zona residenziale
Qual è invece il prezzo medio sula vendita?
È sempre molto difficile fornire un solo numero che possa spiegare un mercato complesso, anche perché le variabili sono molte e fluttuano continuamente, comunque il prezzo medio al metro quadro di una casa è di 1.300/2.000 euro
Qual è il tipo di immobile più richiesto?
Va molto bene il taglio medio, di circa 80 mq, mentre sono un po’ in crisi monolocali e bilocali perché spesso i single o le coppie giovani tendono a restare a casa con i genitori. Si vendono meno anche le case grandi, oltre 150 mq, perché non ci sono più le famiglie numerose di una volta
L’identikit dell’acquirente tipo
Soprattutto la coppia che si sta sposando, ma anche l’investitore con liquidità a disposizione e che punta all’affare
Quanto e come l'avvento di internet ha cambiato le modalità di vendita?
In città noi siamo stati tra i primi ad abbandonare la carta per lo strumento informatico, e per varie ragioni. Prima eravamo vincolati al costo per parola, o alle esigenze della tipografia o ancora agli spazi ristretti sulle pagine dei giornali, mentre oggi possiamo esprimerci con tutte le parole necessarie, con precisione e in tempo reale. Tuttavia è passato molto tempo dall’esplosione del web e nel frattempo la situazione è cambiata ancora
Come?
Ora il mercato pubblicitario è ampiamente consolidato, la mole di informazioni è enorme e farsi notare non è più così semplice come una volta. Non basta più strutturare un sito con belle foto e annunci accattivanti, perché ora a fare la differenza ci sono anche il web marketing e il social media marketing. Non basta essere bravi, se poi nessuno ci trova. E anche se i numeri arrivano, non sempre c’è un ritorno sul business direttamente proporzionale all’investimento
E le vecchie tecniche che fine hanno fatto?
Alcune cose non spariranno mai: la promozione in loco, il rapporto face to face, la costruzione e la gestione delle banche dati
Prospettive per il 2014?
Secondo me buone, anche perché non vedo motivo per tornare indietro. Sicuramente per risollevare il mercato è necessaria la stabilità, sia politica che economica. Ma non parlerei di vera crisi, che esisterebbe solo se il mattone diventasse non appetibile come prodotto commerciale. E questo non succederà
Scritto da mtodarello
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