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Il regolamento edilizio unico è uscito dallo "sblocca Italia", cosa se ne va e cosa rimane

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Autore: Redazione

Era un'importante e innovativa norma di sburocratizzazione, ma per lei sembra non esserci più spazio nel decreto "sblocca Italia". Il regolamento edilizio unico, infatti, esce dal testo definitivo

Ma ad andarsene c'è anche un'altra norma, quella relativa alla limitazione a un termine temporale di sei mesi o un anno del potere di autotutela della pubblica amministrazione nel caso di progetti presentati con dia (denuncia di inizio attività) o scia (segnalazione certificata di inizio attività)

La norma sul regolamento edilizio unico, uguale per tutti gli 8mila comuni italiani, avrebbe dovuto prevedere norme e definizioni tecniche omogenee sul territorio nazionale, offrendo un punto di riferimento unico agli enti locali, e avrebbe accorpato le norme tecniche edilizie con quelle igieniche-sanitarie. A proporla, in origine, è stato il consiglio nazionale degli architetti ed è subito entrata nelle prime bozze di palazzo chigi. A quanto pare, l'obiezione riguarderebbe i poteri delle regioni

La norma sulla limitazione temporale del potere di autotutela della pa, invece, avrebbe dato maggiore certezza in modo particolare ai progetti dei lavori in casa, eliminando l'eventualità che la pa possa sempre intervenire in autotutela annullando il progetto di un privato cittadino, anche oltre i sessanta giorni che devono intercorrere per scia e dia dal momento della presentazione della dichiarazione all'inizio dei lavori

Queste due norme escono dal decreto, proprio come l'ecobonus. La conferma per il 2015 della detrazione al 65% per efficienza energetica e prevenzione antisismica, che scade a fine anno, è stata infatti rimandata alla legge di stabilità

Resta, invece, nel decreto la norma in base alla quale è sufficiente la sola comunicazione al comune, senza che sia più necessaria dia, scia o permesso per costruire, per tutte le opere di manutenzione straordinaria, comprese quelle sulle parti strutturali dell'edificio che oggi sono escluse

Rimane anche la deduzione irpef del 20% per chi acquista da un costruttore un'abitazione nuova o ristrutturata, purché venga destinata per otto anni all'affitto a canone concordato. La spesa agevolabile è stata ridotta a 300mila euro. Per questa norma non è ancora stata trovata la copertura, ma il mef è al lavoro per reperire le risorse necessarie

Resta, infine, la semplificazione del permesso di costruire convenzionato. Sono soggetti alla stipula della convenzione la cessione di aree al fine di utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, interventi di edilizia residenziale

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