L'architettura è sempre più verde e non in senso metaforico. In futuro, dai fondali marini le alghe arriveranno in superficie e raggiungeranno le nostre città. Ma chi non ama questi organismi marini non deve preoccuparsi, non dovrà entrarvi in contatto, dovrà solamente ammirarne le affascinanti proprietà
Nel progetto "urban algae canopy", lo studio londinese ecologicstudio ha realizzato una prima struttura, simile a una tenda, nella quale le alghe sono protagoniste. Protette da tre strati di rivestimento etfe (un polimero termoplastico resistente al calore), queste alghe vengono coltivate controllate da un sistema elettronico. Le sfumature di colori, la trasparenza e le forme si modificano in questa singolare istallazione
Marco poletto, creatore con Claudia pasquero di ecologicstudio, ha spiegato come sono regolati i flussi di energia, acqua e co2. Per esempio, se il sole splende in cielo intensalemte le alghe iniziano il processo di fotosintesi, crescono e fanno sì che la trasparenza della struttura vari in poco tempo. Ricordiamo che le alghe sono le piante che crescono più in fretta al mondo
Poletto ha spiegato: "in qualunque momento e in qualunque luogo la trasparenza, il colore e la copertura si modificano in base al clima, alle alghe stesse, ai gesti dei visitatori e ai sistemi di controllo digitali tramite le elettrovalvole". Per ora è stato presentato un primo progetto in ambito dell'expo Milano 2015
L'architetto marco poletto ha poi raccontato: "l'architettura biodigitale contribuirà a creare una nuova forma di rivoluzione industriale che porterà alla convergenza tra il mondo digitale e le biotecnologie. Sarà la pietrà miliare di una futura biocittà, un organismo urbano capace di evolversi con la biosfera naturale"
Ma il progetto "urban algae canopy" conta di fare anche dell'altro: aiutare l'ambiente. A tal proposito, poletto ha spiegato che le alghe sono 10 volte più efficienti a livello energetico degli alberi: 700 m2 di alghe producono più ossigeno dell'equivalente di quattro ettari di bosco. A questo c'è da aggiungere la produzione di 150 kg di biomassa al giorno, di cui il 60% proviene da proteine vegetali naturali
I creatori di "urban algae canopy" cercano collaboratori e investitori per consolidare il progetto e sviluppare altre strutture più ampie. Cambierà in futuro lo skyline delle città? secondo quanto affermato da poletto, al momento gli edifici di grandi dimensioni, come i tetti dei grandi aeroporti o i centri commerciali, sono i luoghi migliori in cui implementare questa tecnologia: "questo progetto può dare inizio a una nuova era verde costituita tanto da piante che generano energia quanto da inceneritori di rifiuti e altri prodotti inquinanti che necessitano di un processo di trasformazione". Secondo poletto, saranno i grandi edifici e le industrie i primi a poter essere interessati alla produzione di energia sfruttando questo sistema di alghe
Questo studio non è il solo ad investigare le potenzialità energetiche delle alghe in ambito urbano. Lo scorso anno è stato inaugurato in germania il primo edificio con facciata bioreattiva, che utilizza microalghe per generare calore durante i mesi invernali e per garantire ombra durante l'estate. Un sistema efficace, almeno per il momento, dal costo elevato: 5 milioni di euro
Secondo gli architetti di ecologicstudio è arrivato il momento di superare la separazione tra tecnologia e natura, che ha caratterizzato quella che è stata definita l'età delle macchine. In epoca post-moderna i confini saranno molto più diluiti, così come il confine tra città e madre natura
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