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Riforma del catasto, la proposta dei geometri per definire una base imponibile corretta

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Autore: Redazione

Il consiglio nazionale dei geometri ha presentato la "proposta metodologica per la revisione degli estimi catastali", volta a definire una base imponibile corretta. Con la riforma del catasto, infatti, si teme che un aumento delle rendite catastali possa provocare una crescita del prelievo fiscale, a causa di una correlazione arbitraria tra la corretta definizione della base imponibile e l'applicazione dell'aliquota

I geometri hanno così spiegato di poter contribuire alla definizione di una base imponibile corretta "sostituendo l'ampia discrezionalità inerente l'interpretazione e la stima delle rendite catastali con un sistema di valutazione uniforme per la stima del valore patrimoniale e della rendita degli immobili ai fini catastali". A spiegarlo il presidente del consiglio nazionale geometri e geometri laureati (cngegl), maurizio savoncelli

Savoncelli ha affermato: "le basi di questa valutazione, basata sull'impiego di una funzione estimativo-statistica, sono il valore di mercato per il valore patrimoniale e il canone di mercato per la rendita; il risultato che attraverso di essa intendiamo raggiungere è la costruzione di una banca dati dinamica, capace di aggiornarsi automaticamente e in tempo reale in base alle variazioni dei valori di mercato e delle rendite"

Il presidente dei geometri italiani ha poi sottolineato che "per far sì che l'attività estimativa produca per intero i suoi effetti sociali, occorre il verificarsi di altre due condizioni: operare la stima del patrimonio immobiliare italiano 'sul campo', prevedendo l'accertamento di tutti gli immobili; sensibilizzare il contribuente ad essere parte attiva del processo di revisione del classamento, divenendo il destinatario di misure fiscali premianti nel momento in cui chiede, di propria iniziativa, l'ausilio di un professionista tecnico per verificare l'effettiva necessità di variazione catastale. Un segnale di discontinuità  rispetto alle logiche punitive del passato e un passo avanti nella direzione del 'fisco amico' auspicato nella delega fiscale"