Notizie su mercato immobiliare ed economia

Banche e intermediazione immobiliare: continua la battaglia di Fiaip, Fimaa e Anama

Fiaip-Anama-Fimaa
Fiaip-Anama-Fimaa

Inserito nel decreto dignità attualmente in discussione in Parlamento, l'emendamento che vieta alle banche di esercitare l'attività di intermediazione immobiliare è stato dichiarato inammissibile.  Ma questo non impedirà alle associazioni di categoria di portare avanti una battaglia che continua ormai da tempo e che ha l'obiettivo di "ridimensionare i poteri forti ed evitare condizionamenti al mercato".

A dirlo a idealista news è Santino Taverna, presidente Fimaa, in qualità di coordinatore della Consulta Interassociativa Nazionale dell'Intermediazione, di cui fanno parte anche Fiaip e Anama. La Consulta sta portando avanti anche altre iniziative con lo scopo di garantire migliori condizioni di lavoro per gli agenti immobiliari, la riduzione dell'imposizione fiscale sul settore e in generale una maggiore attenzione verso il comparto.

Perché escludere le banche dall'intermediazione immobiliare è una lotta così importante?

Alcuni istituti di credito, da qualche anno, operano con proprie società nel settore dell’intermediazione immobiliare, in un ambito di concorrenza sleale e di scarsa tutela nei confronti dei consumatori. Per la Consulta degli agenti immobiliari Fimaa, Fiaip e Anama l’esercizio dell’attività immobiliare svolta da questi istituti di credito rischia di danneggiare proprio i fruitori finali del servizio. A differenza dei mediatori, le banche avvantaggiate anche dalla propria posizione dominante non possono considerarsi ‘parte terza’ nei confronti dei clienti-consumatori, di cui anzi conoscono abitudini e condizioni economico-patrimoniali, e pertanto la costituzione di proprie società di intermediazione immobiliare contrasta con le norme che regolano l’istituto sia della mediazione immobiliare che creditizia.

Considerando le occasioni perse in passato, la Consulta ritiene che ci siano le basi perché una tale norma sia approvata? 

La Consulta è orientata a sostenere tutte le iniziative che tenderanno a ridimensionare il dominio dei poteri forti ed evitare condizionamenti al mercato. Va sottolineato che la Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione non intende attaccare o screditare il sistema bancario, fondamentale per la crescita economica del Paese, ma chiede solamente il rispetto delle regole per quegli istituti di credito che, invece di finanziare le piccole e medie imprese e i professionisti, pensano oramai di prenderne il posto, sfruttando la propria posizione dominante all’interno di alcuni segmenti di mercato.

E’ difficile non pensare che i clienti bisognosi di un mutuo che si rivolgono ad alcuni istituti di credito per l’acquisto della casa, siano dirottati per la compravendita verso proprie società di intermediazione immobiliare magari anche con agevolazioni nell’accesso al credito.

Il mercato immobiliare è stato vittima e non artefice della crisi finanziaria che ha coinvolto l’economia mondiale e pertanto vanno stabilite delle regole che evitino quanto successo in passato a chi, investendo i propri risparmi in prodotti finanziari proposti dalle banche, si è trovato con un pugno di mosche in mano.

L’economia Italiana ha bisogno di banche che assolvano il loro scopo di finanziare le imprese e le famiglie senza ingerire direttamente nei comparti del mercato. Il Governo ha dichiarato a parole di avere consapevolezza dei danni provocati dalle distorsioni della finanza. Adesso si tratta di passare ai fatti. Per questo ci auguriamo che l’emendamento venga riammesso e che possa ottenere una vasta convergenza parlamentare tra maggioranza e opposizioni. 

Quali sono le altre proposte che la Consulta vorrebbe porre all’attenzione del nuovo Governo?

Chiediamo innanzitutto una maggiore attenzione verso il comparto, che negli ultimi anni ha visto triplicare le imposizioni fiscali sugli immobili penalizzando la ripresa economica di un settore che contribuisce con quote superiori al 20% del Pil del Paese.  Tra le tante proposte in corso d’opera vi è l’introduzone della cedolare secca sugli immobili strumentali, per ridare fiato alle locazioni nei centri delle piccole e medie città italiane; l’incremento della quota di deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali.

In tema di formazione, vi è la proposta di uniformare le norme regionali che regolano durata e contenuti dei corsi per l’accesso alla professione di agente immobiliare. La disparità del monte ore di corso obbligatorio fra le diverse regioni non va certo a favore né dei consumatori né della  categoria.

In tema di semplificazione, abbiamo fatto richiesta per l’accesso telematico alle planimetrie catastali anche per gli operatori immobiliari, così come già avviene per ingegneri, architetti, geometri, notai e delegati per le amministrazioni pubbliche. L’esclusione degli agenti immobiliari da questo servizio, ostacola il corretto e costante aggiornamento dei dati catastali rispetto allo stato reale degli immobili edificati ed è una grave lacuna a danno della collettività. Gli agenti immobiliari sono, infatti, i primi operatori della filiera ad aver conto dello stato reale di un immobile da veicolare sul mercato.

Inoltre, ci siamo sempre resi disponibili anche nel processo di sensibilizzazione dei cittadini verso l’efficientamento energetico degli immobili. Laddove ci sono iniziative che possano contribuire al sociale la Consulta è sempre attiva e lo sarà anche con l’attuale governo avanzando queste ed altre proposte che possano agevolare l’intera collettività.