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Attestazione per il contratto a canone concordato, a chi spetta?

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Autore: Redazione

L’attestazione del contratto di locazione a canone concordato è essenziale per la cedolare secca al 10% e per lo sconto Imu e Tasi del 25% nelle città in cui gli accordi sono stati rinnovati in base al Dm 16 gennaio 2017. Ma a quale associazione spetta il potere di concederla?

Hanno potere di attestazione le associazioni che hanno sottoscritto gli accordi territoriali ex legge 431/1998. Ma le sigle che hanno aderito in seguito a tali accordi come si devono comportare?

Secondo l’amministrazione comunale di Genova, esiste un importante limite. Le adesioni successive alla firma originaria sono possibili solo a patto che tali associazioni documentino al Comune il possesso dei requisiti oggettivi di rappresentatività a livello nazionale e locale al “momento del deposito” dell’accordo o abbiano già svolto attività rappresentativa nei contratti di locazione concordati ex legge 431/1998, ma “escludendo le adesioni successive al 3 gennaio 2018”. Tale posizione è però contestata dall’associazione dei proprietari Confappi.

Attestazione canone concordato

L’attestazione ha la funzione di certificare che il contenuto economico e normativo del contratto di locazione sottoscritto a canone concordato sia conforme a quanto previsto dall’accordo locale stipulato tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative.

Per i contratti di locazione a canone concordato “non assistiti” (conclusi cioè senza l’intervento delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori), l’attestazione ha effetti anche per il conseguimento delle agevolazioni fiscali.

Con la risoluzione 31/2018 l’Agenzia delle Entrate ha ribadito la necessità dell’attestazione ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali. La circolare n. 7/E/2018 ha poi precisato che l’attestazione non è richiesta per tutti i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del dm 16 gennaio 2017 (quindi fino al 29 marzo 2017), ovvero anche sottoscritti in un momento successivo laddove nel Comune non sia stato ancora stipulato l’accordo territoriale delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria inquilini e proprietari, che recepisce le previsioni del predetto decreto.

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