Notizie su mercato immobiliare ed economia

Qual è la chiave per far crescere di nuovo i prezzi degli immobili?

Marco Speretta (Gabetti Property Solutions) parla di abitare sostenibile e riqualificazione urbana

Rendering di un progetto di riqualificazione milanese di Gabetti Lab / Gabetti Lab
Rendering di un progetto di riqualificazione milanese di Gabetti Lab / Gabetti Lab
Autore: floriana liuni

“Riqualificare è il solo modo per riportare in alto i prezzi degli immobili”. Così a idealista/news Marco Speretta, Direttore generale di Gabetti Property Solutions, dopo l’evento sull’abitare sostenibile HomeTogether tenutosi a gennaio.

Home Together è un evento nato nel 2018, quando i temi della sostenibilità e della riqualificazione iniziavano ad imporsi prepotentemente all’attenzione pubblica, per poi trasformarsi nel 2020 in una vera e propria think tank che ha raccolto 5 mila persone e 65 partner di Gabetti a discutere del tema in maniera trasversale.

“Dal momento che la domanda di immobili è costante, la possibilità di costruire da zero non è sempre disponibile e la gran parte degli immobili in Italia è molto datata, la via della riqualificazione è senz’altro il business del futuro, - sostiene Speretta. - Le riqualificazioni sono l’unico modo per vedere un netto cambiamento di prezzi degli immobili, che altrimenti resteranno sempre costanti. E’ infatti improbabile che la domanda diventi così alta da spingere i prezzi da sola. Ovviamente prima di notare una incidenza sul totale del patrimonio immobiliare gli interventi da fare devono essere moltissimi,  ma la tendenza è senz’altro quella”.

Cosa rappresenta Home Together in quest’ottica?

“Home Together si può definire ormai un hub sul tema della riqualificazione per tutte le aziende che vogliono lavorare in ambito sostenibile. La forza di questa idea è quella di aver strutturato un progetto di filiera che mette insieme tutti i tasselli necessari ad affrontare materialmente le riqualificazione, e vede da parte di Gabetti e delle aziende partner la creazione di una unica offerta sul mercato a disposizione del cliente che voglia intraprendere un progetto di riqualificazione senza dover incappare in troppi problemi”.

Come funziona il vostro progetto?

“Nel nostro progetto, chi ha il contatto col pubblico (ovvero circa 1200 agenzie immobiliari e 120 amministratori di condominio che amministrano 7000 condomini circa) ci fa una richiesta di riqualificazione di un immobile. Quindi si attiva la filiera a partire da Gabetti Lab, con i professionisti che lavorano alla qualificazione (architetti, geometri, tecnici, impiantisti), i partner che forniscono i prodotti e infine Enel X e Snam che sono i partner con cui abbiamo l’accordo per l’acquisto del credito di imposta legato alle agevolazioni fiscali legate alle riqualificazioni energetiche. Alla fine di questo percorso, svolto in collaborazione tra i vari partner, il cliente si ritrova con la riqualificazione ultimata, chiavi in mano, senza aver dovuto pensare a nulla”.

Quali richieste hanno i vostri clienti in termini di abitare sostenibile?

“I clienti hanno esigenze differenti, soprattutto sotto tre aspetti: sostenibilità ambientale (inquinare meno, sprecare meno), sostenibilità economica (avere possibilità di tagliare le spese di riscaldamento o raffrescamento e accesso agli incentivi) e sostenibilità sociale, di qualità della vita, in termini di approccio all’abitare”.

Che genere di clienti bussa alla vostra porta?

“Può presentarsi un amministratore di condominio chiedendo un efficientamento del condominio che tagli le spese per i condomini:  quindi noi cambiamo caldaie, cappotti eccetera, utilizzando materiali che siano più efficienti economicamente e sotto il profilo ambientale, risistemando eventualmente anche gli spazi immobiliari per accogliere nuove esigenze abitative. Da quest’anno si raccolgono anche richieste di privati. L’esigenza di partenza è sempre quella di riattare un immobile vecchio per viverlo meglio, oppure per venderlo meglio. Terza casistica è quella di un proprietario di più immobili senza liquidità per sistemarli e rimetterli sul mercato. Noi affrontiamo la riqualificazione grazie agli incentivi: riducendo in tal modo l’impiego di fondi e mettendoli a reddito generiamo una entrata che da un lato tampona le spese e dall’altra consente all’immobile di stare sul mercato anche in affitto, in attesa di essere venduto, piuttosto che restare abbandonato”.

Quali sono le ricadute positive sul valore degli immobili?

“Da alcuni dati abbiamo rilevato che, per i condomini per cui finora abbiamo firmato contratti per 80 milioni di euro,  il mix degli incentivi ha portato una incidenza del beneficio dell’ecobonus del 70%. C’è inoltre un abbattimento del fabbisogno energetico del 40% in media grazie a questi lavori, il che va a vantaggio della sostenibilità economica. Inoltre il valore di mercato di un edificio che passa da una classe G ad una classe A o B vede incrementi anche del 20-30 per cento”.

Quale rapporto c’è tra i progetti di Gabetti e le città in cui vengono attuati?

“Gabetti ha stretto un accordo con Anci per creare una modalità operativa condivisa in modo da accelerare i processi di riqualificazione senza arenarsi nella ridda dei permessi e della burocrazia che possono poi bloccare i lavori. Ciò proprio per tenere nel debito conto le ricadute positive che gli interventi di riqualificazione possono avere sui singoli edifici ma anche su interi quartieri”.

Le prospettive del business della riqualificazione sono quindi incoraggianti?

“Assolutamente sì, il mercato è in crescita e  il futuro è rappresentato senz’altro da progetti importanti di riqualificazione di edifici esistenti che, cambiando destinazione d’uso, si adeguano alle nuove esigenze di mercato, anche alla luce del business degli affitti come investimento. Naturalmente, ciò è vero a parità di scenario, quindi posto che continuino ad esistere gli incentivi attuali”.