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Vendere casa durante l’emergenza, come continuano a lavorare le proptech?

Le start up dell'immobiliare si sono attrezzate per far fronte alla crisi sanitaria

Freepik
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Autore: Flavio Di Stefano

idealista/news ha intervistato alcune delle principali start up immobiliari italiane per capire se la tecnologia consente di effettuare compravendite anche durante l’emergenza sanitaria e per provare a capire se, e come, potrà digitalizzarsi l’intero mondo del mattone dopo lo shock dovuto al coronavirus.

Tra le misure ormai imprescindibili per continuare a operare nel campo immobiliare ci sono le visite virtuali, un servizio offerto anche sul portale di idealista (scopri il servizio). Ma più in generale, sta cambiando il paradigma del settore.

Le start up del proptech (quelle aziende che applicano le tecnologie digitali al mondo immobiliare) stanno continuando a chiudere operazioni, magari partite a inizio marzo, anche durante l’emergenza sanitaria. idealista/news ha raccolto il parere di Alessandro Alberta (Ceo e Founder di Homepanda.it), Paolo Facchetti (Ceo di Dove.it), Daniel Debash (Ceo e Founder di RockAgent), Victor Ranieri (Country manager per l’Italia di Casavo) per farsi spiegare come il digitale consente di continuare a lavorare anche in emergenza e come potrà cambiare il settore immobiliare italiano dopo l’emergenza sanitaria.

Le misure prese durante l’emergenza sanitaria

Sin dall’inizio le start up sono state reattive e hanno imposto lo smart working per i dipendenti, agevolate da una strutture agile e già ampiamente digitalizzata. Il passaggio al telelavoro è stato automatico per Homepanda, RockAgent, Dove.it. Victor Ranieri ci ha tenuto a specificare che Casavo “dal primo momento ha messo la salute del team al primo posto, a cui ha offerto anche una polizza assicurativa. Abbiamo anche effettuato una sanificazione degli uffici per chi fosse costretto a passare per ritirare atti notarili per chiudere operazioni”.

Gli strumenti che permettono di continuare a lavorare

Ma, operativamente, come è possibile continuare a lavorare durante l’emergenza sanitaria? Ogni start up ha la sua “ricetta” che, almeno nella fase inziale, sta consentendo di concludere operazioni le cui trattativi magari erano già iniziate.

Dove.it: "Stiamo continuando a lavorare per due ragioni, la prima è che già da tempo avevamo implementato il sistema di video valutazioni, il nostro professionista non ha bisogno di recarsi fisicamente dal proprietario di casa ma effettua una valutazione tramite video chiamata. Altro aspetto decisivo è che, già da prima, avevamo molte visite virtuali caricate e attualmente i nostri agenti riescono a mostrare gli immobili in vendita in streaming. Inoltre, per quanto riguarda la parte burocratica, adoperiamo già sistemi di firma digitale. Questo ci ha consentito, a marzo, di chiudere più di 10 operazioni che erano già state avviate prima dell’emergenza sanitaria".

RockAgent: "Avevamo già tutto il necessario per lavorare anche in queste condizioni d’emergenza. Ci sta aiutando molto il tool di valutazione basato su un algoritmo, grazie al supporto degli agenti di zona ci consente di fare il primo step online, utilizzando una base scientifica, con il report al cliente. Inoltre, la maggior parte degli annunci hanno il vitual tour, tanto che stiamo notando che il numero di consultazioni e appuntamenti per sessioni con agente stanno aumentando. Grazie alla Dashboard il cliente ha una visione piena e aggiornata in tempo reale di tutte le fasi della compravendita. Per quanto riguarda gli acquirenti, invece, assistiamo a nuova modalità per chi cerca casa di approcciarsi al progetto immobiliare, in questa fase aumentano i dati di salvataggi e virtual tour".

Casavo: "Già da prima eravamo ben organizzati a livello di dotazione tecnologica e di sistema in cloud, al livello logistico diciamo che non abbiamo subito nessun impatto. La novità più rilevante è il lancio di una  app per far fronte alle attuali restrizioni per le visite immobiliari, Casavo visite consente a chi deve vendere di far visitare da remoto l’immobile e di ricevere la nostra offerta senza che nessuno entri in casa, perché la mission di un istant buyer immobiliare è semplificare il processo di compravendita. Utilizzeremo questo strumento anche post crisi, è già scaricabile e utilizzabile da privati e da aprile lo sarà anche per le nosrtre agenzie immobiliari partner".

Homepanda: "In un prima fase, la videochiamata è decisiva. Serve a metterci la faccia, a continuare a comunicare che dietro ad un brand c’è un professionista immobiliare a tua disposizione per davvero. Non è fisicamente in casa tua, ma è come se lo fosse.  Stiamo inoltre lavorando a dei tool per coinvolgere il cliente nelle varie fasi del processo, come la realizzazione di virtual tour interattivi direttamente da App".

Quanto si può andare avanti in queste condizioni

Finora, quindi, le start up del proptech continuano ad operare, soprattutto concludendo o continuando a gestire trattative già iniziate da tempo. Più difficile è capire cosa possa succedere col protrarsi dell’emergenza.

Dove.it: "Se il lockdown andrà a scemare nel breve periodo, magari immaginando che tra un mese riprendano gli appuntamenti fisici, si recupera in fretta, altrimenti non penso che una persona possa comprare una casa senza vederla. La visita di un immobile, fatta fisicamente, non potrà essere sostituita completamente".

Casavo: "Stiamo valutando l’impatto sul mercato immobiliare di settimana in settimana, per capire meglio impatto abbiamo analizzato l’impatto dell’emergenza dovuta alla Sars a Honk Kong nel 2003: era scoppiata a marzo e durata fino a giugno, in quel caso i volumi videro una riduzione del 26% da gennaio a maggio successivi e una ripresa sugli stessi livelli pre crisi da settembre in poi, mentre per quanto riguarda i prezzi ci fu una riduzione del 10% dovuta anche a dinamiche diverse da quelle italiane. Ci aspettiamo una riduzione più moderata dei prezzi rispetto al caso di Hong Kong".

RockAgent: "Se sarà solo un 'pit stop', porterà conseguenze ma si ripartirà in fretta, le società più organizzate saranno meno difficoltà, chi invece ha chiuso fisicamente la serranda avrà più difficoltà. Ma tutto dipende dalle tempistiche, se tra due mesi siamo ancora così, è tutto altro scenario. Il nostro settore ha un ciclo di vendita lungo, questo mese abbiamo concluso tante vendite, il prossimo mese caleranno inevitabilmente, la bravura sarà in continuare a investire. Più dura questa emergenza e più chi era intenzionato a fare operazioni si distoglie da questo progetto".

Homepanda: "Sicuramente anche il settore immobiliare subirà un impatto, ma a parer nostro non così estremo. Inoltre, con la caduta a picco dei mercati finanziari, gli immobili si confermano uno degli investimenti a medio-lungo termine più sicuri. Le nostre stime prevedono due scenari: il best case ipotizza la fina della quarantena a Maggio e due mesi di buffer per tornare alla normalità. Il worst case vede la fine della quarantena a Settembre, più i due mesi di ritorno alla normalità. Nel migliore dei casi stimiamo una riduzione delle transazioni immobiliari annue del 20%, nel peggiore del 35%. Quando il mercato ripartirà, lo farà in maniera violenta e chi si è portato avanti con sistemi digitali partirà avvantaggiato".

Come cambierà il settore immobiliare dopo la crisi

L’emergenza sanitaria ha reso manifesta la necessità di una digitalizzazione e di un aggiornamento tecnologico di tutto il mondo immobiliare. Logico immaginarsi, quindi, un cambiamento generalizzato di tutto il settore, ma come e in quale misura?

RockAgent: "Volendo vedere anche un risvolto positivo, sarà un periodo di riflessione per tutto il settore, noi abbiamo avuto un’impennata di candidature da parte di agenti immobiliari, è una categoria alla ricerca costante di una evoluzione del proprio mestiere e le nuove tecnologie la faranno sempre più da padrone, l’innovazione finalmente viene vista a supporto e non in sostituzione dell’agente immobiliare".

Homepanda: "La digitalizzazione non avverrà così in fretta e non definitivamente; la compravendita di un immobile è uno dei momenti più importanti della nostra vita. Pensare che questa esperienza si digitalizzi completamente è molto ardito. Di sicuro ne usciremo con processi più smart. Cosa si modificherà nello specifico? In primis, l’acquisizione delle notizie. Se fino ad oggi aveva una componente dematerializzata, si sposterà interamente verso il digitale. Una volta che mi abituo ad acquistare online, perché tornare sul fisico? Amazon docet".

Casavo: "Questo periodo di crisi contribuirà ad accelerare lo switch sul digitale anche per quanto riguarda il mondo immobiliare che si è mosso poco finora, ma non credo a uno switch definitivo e totale. Tuttavia, obbligherà tanti gruppi e persone a diventare digitali per essere operativi, il mondo proptech ne beneficerà, se siamo bravi potremmo scovare molte opportunità da questa crisi. L’impatto sarà molto forte da questo punto di vista".

Dove.it: "L’intero settore immobiliare, dopo questo periodo d’emergenza sanitaria, capirà l’importanza di operare una digitalizzazione dei processo soprattutto lato virtual tour e documentazione digitale. Al giorno d’oggi è inimmaginabile pensare di continuare a lavorare senza dotarsi di strumenti software e cloud".