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Gli agenti immobiliari prevedono che la pandemia avrà ancora effetti negativi su domanda e prezzi

Gtres
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Autore: Redazione

La maggior parte degli agenti immobiliari che hanno partecipato al consueto Sondaggio sul mercato delle abitazioni di Bankitalia prevede che la pandemia avrà ancora effetti negativi su domanda di abitazioni e prezzi di vendita. Gli effetti sui prezzi sarebbero più persistenti e si protarrebbero oltre la metà del 2021

Condotta presso 1490 agenti immobiliari dal 4 novembre al 9 dicembre 2020, l'indagine di Bankitalia mette in luce un mercato dove sono evidenti i cambiamenti determinati dalla pandemia sulle scelte abitative degli italiani. Dopo lo scoppio dell'emergenza covid, infatti, è aumentata la dimensione media delle abitazioni oggetto di compravendita, come la quota di transazioni riguardanti unità abitative indipendenti e quella relativa ad alloggi con disponibilità di spazi esterni.

Recupero della domanda e stabilità dei prezzi

Banca d'Italia
Banca d'Italia

La maggior parte delle agenzia intervistate ha segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita nel III trimestre del 2020, in linea con la precedente rivelazione. Tornato positivo il saldo tra i giudizi di aumento e di riduzione dei potenziali acquirenti. i giudizi sulla domanda sono favorevoli nelle aree non urbane, mentre rimangono leggermente sfavorevoli nelle grandi città.

Divario tra domanda e offerta dei prezzi

Secondo gli agenti intervistati la causa prevalente di cessazione dell'incarico resta il divario tra prezzi richiesti e prezzi domandati, perché le proposte di acquisto sono ritenute troppo basse per i venditori (58,3%) degli agenti oppure i compratori giudicano troppo elevati i prezzi offerti (51,3%). Si segnala una maggiore difficoltà a reperire il mutuo da parte degli acquirenti, mentre la quota di compravendite finanziate con un mutuo ipotecario è scesa al 71,5% riportandosi sui valori dalla fine del 2019.

Attese degli agenti sul mercato di riferimento e su quello nazionale

Fortemente peggiorate le attese delle agenzie riguardo il proprio mercato di riferimento: il 46,7% per cento degli operatori ha aspettative favorevoli per il IV trimestre (contro appena il 4,7% favorevoli) e per circa un terzo di essi le prospettive rimangono negative anche su orizzonte biennale. Anche le attese sull'evoluzone dei prezzi di vendita rimangono orientate al ribasso.

Anche le valutazioni sull'evoluzione del mercato immobiliare nazionale sono divenute più sfavorevoli: con riferimento all'andamento nel IV trim il saldo è sceso a -44,8 punti percentuali. È aumentata la quota di agenti che si attende un impatto negativo dell'epidemia di Covid-19 sulla domanda di abitazioni per circa metà di questi operatori gli effetti si esauriranno entro la metà del 2021, per il 40% si prolungheranno fino alla fine del prossimo anno. 

Le opinioni riguardo all’offerta di abitazioni sono invece eterogenee: circa il 40 per cento degli operatori ritiene che l’epidemia ne stia determinando una riduzione; una percentuale analoga esprime un giudizio di incremento. I due terzi delle agenzie prevedono riflessi negativi sui prezzi di vendita; di questi, la maggior parte prefigura che tali effetti si protrarranno oltre la metà del 2021.