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Sondaggio sul mercato delle abitazioni: l'andamento del settore è positivo, ma peggiorano le attese

Banca d'Italia
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Autore: Redazione

Nel II trimestre 2019 peggiorano le attese degli agenti immobiliari sul proprio mercato di riferimento. A dirlo è il consueto Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni della Banca d'Italia.

Le aspettative degli operatori sul proprio mercato di riferimento

Per la prima volta dal secondo semestre del 2016, il saldo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli sulle condizioni del proprio mercato di riferimento è tornato in terreno negativo. Anche il saldo relativo al numero atteso di nuovi incarichi a vendere nei tre mesi luglio-settembre ha segnato una decisa diminuzione. La larga maggioranza degli operatori si attende prezzi stabili nel terzo trimestre.

Per quanto riguarda, invece, il mercato immobiliare nazionale le aspettative sono improntate ad una maggiore cautela: oltre i tre quarti delle agenzie si attende una situazione invariata.

I giudizi sui prezzi di vendita

Nel secondo trimestre i giudizi sui prezzi di vendita restano orientati alla stabilità secondo l’80 per cento circa degli operatori. Nello stesso periodo è tornata ad aumentare (all’81,7 dal 74,8 per cento) la quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile, dopo le flessioni registrate nelle due precedenti rilevazioni; il miglioramento è stato diffuso a tutte le aree geografiche. Quasi l’84 per cento degli operatori ha venduto solo abitazioni preesistenti, mentre è salita al 15,7 per cento (dal 9,6) la percentuale di quelli che hanno intermediato anche nuovi immobili.

Banca d'Italia
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Aumento degli incarichi a vendere e diminuzione dei tempi di vendita

L'’8,0 per cento delle agenzie ha segnalato un aumento degli incarichi a vendere, dal 9,7 della scorsa rilevazione, il valore minimo dall’inizio della serie; mentre è salita quasi al 18 per cento la percentuale di operatori che ne registrano una diminuzione. Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è attestato al 9,8 per cento, sugli stessi livelli della scorsa rilevazione: le diminuzioni delle quote di agenzie che riportano uno sconto medio tra il 5 e il 10 per cento e inferiore al 5 per cento sono state compensate dall’incremento di quella degli operatori che segnalano uno sconto compreso fra il 10 e il 20 per cento. I tempi medi di vendita sono nuovamente calati, scendendo attorno ai 6 mesi (da 7 nel primo trimestre; tavola), il valore minimo dall’inizio della serie nel 2009.