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L’evoluzione del mercato immobiliare italiano nel II semestre 2020 secondo Tecnocasa

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Autore: Redazione

Nella seconda parte del 2020 il mercato immobiliare italiano è stato abbastanza stabile e la ricerca di abitazioni più ampie o con spazi esterni, seppur attenuata rispetto al periodo immediatamente successivo al primo lockdown, continua a rappresentare un trend tangibile. Lo rileva un’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa.

Come è facile immaginare, secondo il report presentato da Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, la domanda di immobili a scopo investimento è ancora molto cauta. Tuttavia, la casa è considerata ancora un valido impiego del capitale, ma ponderare la scelta su cosa e dove acquistare è sempre più determinante.

Compravendite

Le compravendite in Italia, nell’anno della pandemia, sono diminuite del 7,7% rispetto al 2019 attestandosi a 557.926 operazioni secondo i dati ufficiali diffusi dall’Agenzia delle Entrate. L’analisi del Gruppo Tecnocasa sottolinea anche come sia stato recuperato il brusco calo registrato nella prima parte dell’anno in piena pandemia.

I comuni non capoluogo hanno reagito meglio rispetto ai capoluoghi, la contrazione degli scambi è rispettivamente del 5,7% e dell’11,4%. Questo confermerebbe il crescente apprezzamento per le realtà più piccole, delineatosi dopo il lockdown. Nelle grandi città le compravendite sono diminuite maggiormente a Milano (-17,6%), decisamente meno a Bari (-8,8%). La capitale chiude con transazioni in decrescita del 10,0%.

Prezzi delle case

Lo stesso report evidenzia anche come, sempre nel secondo semestre del 2020, i valori immobiliari abbiano fatto segnare un leggero ribasso nelle grandi città: -0,5%. Le realtà che hanno performato meglio sono state Bari (+1,5%), Milano (+0,8%) e Verona (+0,2%). Ancora una volta sono le abitazioni di Genova a perdere più delle altre: -2,6%.

Le quotazioni immobiliari nelle aree centrali sono diminuite di più rispetto a quelle semicentrali e periferiche, probabilmente a causa del calo dell’acquisto per investimento. Le zone semicentrali e quelle periferiche, invece, hanno retto meglio, molto probabilmente perché hanno attirato le richieste di chi ha realizzato l’acquisto della prima casa o un acquisto migliorativo avendo a disposizione un budget più limitato.

I capoluoghi di provincia segnalano una contrazione dei valori dello 0,4% con diverse città i cui prezzi sono in recupero, in particolare quelle più a “misura d’uomo”, con una buona qualità di servizi e, in generale, un’offerta immobiliare (soluzioni indipendenti o nuove costruzioni) in line con gli attuali desideri.

L’hinterland delle grandi città chiude con un ribasso dei valori dello 0,5%. Si segnala una buona performance dell’hinterland di Milano e di quello di Verona. Se nel primo caso ha inciso l’offerta immobiliare presente ed i prezzi più accessibili, nel secondo caso ha contribuito la presenza di molte località, turistiche e non, che hanno risposto all’esigenza di uno stile di vita più “slow”.

Aumentano leggermente anche i tempi di vendita nelle grandi città e nell’hinterland che salgono rispettivamente sa 118 e 157 giorni con una crescita, in confronto alla prima parte del 2020, di sei e tre giorni.  Al contrario si registra un decremento di tre giorni nei capoluoghi di provincia (da 149 a 146 giorni). Le città più veloci si confermano Bologna con 57 giorni (stabile) e Milano con 60 giorni (in aumento di 4 giorni).

Preferenze abitative

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, il taglio di casa preferito è sempre il trilocale con il 40,5% delle richieste, segue il quattro locali con il 24% delle preferenze. Si conferma l’interesse per le soluzioni indipendenti e per quelle con spazi esterni, mentre bilocale è la tipologia immobiliare più richiesta di Milano.

L’analisi della disponibilità di spesa evidenzia un aumento nella fascia più bassa, inferiore a 120mila euro, a conferma di un minor capitale da destinare all’immobile, molto probabilmente per un atteggiamento prudenziale rispetto all’acquisto. Le tipologie in buono stato sono quelle preferite dai potenziali acquirenti anche se gli incentivi per le ristrutturazioni ed il super bonus hanno dato una spinta alla domanda di immobili da ristrutturare. L’analisi dell’offerta evidenzia che la tipologia maggiormente presente sul mercato è il trilocale con il 32,9%, in aumento le percentuali di monolocali, trilocali e cinque locali.

L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia, nella seconda parte del 2020, ha intercettato nuovi trend che hanno segnato il calo delle compravendite per investimento (da 17,8% a 16,3%), l’incremento di quelle di casa vacanza (da 6,1% a 7,2%) con una linearità con gli acquisti di prime case.

Affitti

La seconda parte del 2020, poi, ha fatto registrare ulteriori ribassi per i canoni di locazione per via dell’aumento dell’offerta e della contrazione della domanda:  -1,4% per monolocali e bilocali e -1,3% i trilocali nelle grandi città.  Spicca Milano dove i canoni di locazione hanno perso più che altrove: -6,2% i monolocali, -6,8% i bilocali e -6,5% i trilocali.

Nei capoluoghi di provincia il fenomeno si è avvertito meno e i valori degli affitti sono in leggero aumento per i monolocali e i bilocali, rispettivamente +0,1% e +0,7%. E’ confermata la contrazione di contratti stipulati per motivo di studio e lavoro mentre sono in aumento coloro che hanno scelto volutamente o per necessità l’affitto. La maggiore offerta ha portato numerosi inquilini a migliorare l’immobile in cui vivono. Cresce la percentuale dei contratti a canone concordato e transitorio.