Le piante velenose sono caratterizzate dalla presenza di sostanze nocive che, anche in quantità minime, possono scatenare disturbi e intossicazioni, talvolta risultando letali per chi le ingerisce, sia esso un essere umano o un animale. Il semplice contatto diretto con alcune di queste piante può causare irritazioni cutanee, o addirittura innescare reazioni allergiche gravi, oltre a provocare mal di stomaco, nausea e vomito, spesso dovuti al loro profumo intenso.
Queste piante velenose prosperano in vari contesti ambientali, potendo crescere sia spontaneamente che in coltivazione. Alcune di esse sono infatti considerate piante ornamentali ed essere acquistate per decorare l’appartamento o il giardino. Per evitare rischi per la salute di uomini e animali, è importante essere a conoscenza delle specie di piante velenose esistenti.
Cosa sono le piante velenose?
È interessante notare che, in tutto il vasto regno delle piante, circa una su cento è da classificare come pianta velenosa. Più nello specifico, si tratta di piante che ospitano una varietà di sostanze tossiche, principalmente costituite dai seguenti elementi:
- alcaloidi;
- glucosidi;
- saponine;
- resinoidi;
- ossalati;
- complessi fotosensibilizzanti e minerali.
La tossicità delle piante velenose può essere distribuita uniformemente in tutta la pianta oppure concentrarsi in una parte specifica, come la linfa, le drupe, il fogliame o i noccioli dei frutti. Normalmente, il grado di tossicità è più elevato quando la pianta è completamente matura, ma in alcune circostanze, il veleno presente nelle piante giovani può perdere la sua pericolosità. In natura esistono numerose piante velenose note, tra cui le seguenti:
- Panace di Mantegazza;
- Aconito Napello;
- Mancinella,
- Bosso;
- Datura stramonium;
- Tasso;
- Oleandro;
È bene sapere che molte piante velenose per l'uomo solitamente rappresentano un pericolo anche per gli animali. È fondamentale essere consapevoli che tra gli arbusti comuni nei giardini e nelle abitazioni potrebbero celarsi anche piante pericolose per cani e gatti.
Pertanto, è cruciale prestare una particolare attenzione ad alcune specie di arbusti, tra cui l'Oleandro, la Cycas e il Lilium. Queste piante, se ingerite dagli animali domestici, possono causare gravi problemi di salute e, in alcuni casi, richiedere interventi veterinari immediati.
Le piante più velenose presenti in casa e in giardino
Dal momento che non tutti sono esperti nel campo delle piante, è sorprendente quanto spesso si possano trovare, proprio in casa o nel giardino, arbusti e fiori potenzialmente pericolosi. Infatti, prima di arredare appartamenti e spazi aperti, è bene informarsi accuratamente e non lasciarsi sedurre troppo dagli aspetti estetici, poiché, dietro a un bel fiore o arbusto potrebbe celarsi una pianta velenosa.
Nell’elenco delle piante più velenose spesso presenti negli appartamenti, nei giardini e sulle terrazze figurano:
- Edera;
- Lauroceraso;
- Mughetto;
- Narciso;
- Oleandro;
- Peonia;
- Primula;
- Rododendro;
- Stella di Natale;
Ogni arbusto dell’elenco è in grado di provocare sintomi fastidiosi e dolorosi per l’uomo e, in casi estremi, possono anche diventare letali. Vediamo quali sono le caratteristiche fondamentali di queste piante velenose una per una, in modo tale da riconoscerle ed evitare di riempire giardini e appartamenti con questi arbusti o, quantomeno, limitarne la presenza.
Edera
L’Edera si trova spesso nei giardini delle ville e sui balconi degli appartamenti. Si tratta di una pianta rampicante sempreverde che, tuttavia, contiene al suo interno principi attivi che possono causare disagi, tra cui:
- irritazione cutanea al contatto;
- nausea;
- vomito;
- depressione cardiorespiratoria se ingerita.
Questa pianta può dunque causare reazioni cutanee dolorose, specialmente quando la pelle entra in contatto con le sue foglie o il suo fusto. Pertanto, è importante notare che non solo le bacche sono pericolose, le sostanze nocive possono trovarsi anche in altre parti dell’arbusto.
Lauroceraso
Il Lauroceraso è un grande cespuglio caratterizzato da foglie sempreverdi lucide e fiori piccoli e bianchi, disposti in densi grappoli. Generalmente, la pianta viene utilizzata per creare siepi nel giardino e spalliere nei parchi pubblici. Ciononostante, è fondamentale notare che si tratta di piante tossiche e, più nello specifico, l'ingestione di foglie e semi può causare sintomi quali:
- vomito;
- convulsioni;
- perdita di coscienza;
- difficoltà respiratorie.
Nei casi più gravi, ingoiare fiori e foglie di Lauroceraso può causare paralisi respiratorie. È quindi essenziale prestare la massima attenzione e prendere precauzioni quando si ha a che fare con questa pianta.
Mughetto
Il Mughetto è una pianta nota per i suoi graziosi fiori a forma di campanula di colore bianco, spesso utilizzata come arbusto ornamentale per aggiungere un tocco di bellezza negli spazi domestici.
Tuttavia, è importante fare attenzione, soprattutto se si convive con animali domestici o bambini molto piccoli. Tutte le parti di questa pianta sono velenose, e anche una piccola ingestione accidentale può avere gravi conseguenze.
Inoltre, l'intenso profumo di mughetto, se diffuso in un ambiente chiuso, può causare emicranie. Per questo motivo, è consigliabile non utilizzarlo come pianta d'appartamento, ma piuttosto coltivarla solo all'aperto.
Narciso
I fiori del Narciso sono riconosciuti per la presenza di due parti distintive: un fiore esterno con sei o più petali e un fiore interno. Generalmente, presenta colori che vanno dal bianco al giallo dando vita a fiori dall'aspetto affascinante ed estremamente singolare.
Con la loro abbondante fioritura primaverile queste bulbose vengono scelte per impreziosire i giardini. L'uso domestico, tuttavia, deve essere rigorosamente evitato: il bulbo contiene un alcaloide altamente tossico che può causare disturbi neurologici e infiammazioni gastriche sia negli esseri umani che negli animali che lo ingeriscono accidentalmente. Se i sintomi non vengono trattati entro 24 ore, può avere conseguenze fatali.
Oleandro
L’Oleandro è una pianta sempreverde caratterizzata da foglie lanceolate e fiori che possono presentare varie tonalità, dal bianco al giallo e dal rosa al rosso. Questo arbusto è facilmente coltivabile sia in giardino e che in vaso.
Nonostante l’uso domestico diffuso dell’Oleandro, si tratta di una pianta velenosa. Il contatto con le foglie può causare eritema e prurito, mentre l'ingestione può provocare una serie di disturbi, tra cui:
- vomito;
- diarrea;
- aritmia cardiaca;
- ipotensione;
- disidratazione;
Nei casi più gravi, ingerire un Oleandro può portare all'arresto cardiaco e, pertanto, è fortemente consigliabile essere sempre vigili e cauti in presenza di questa pianta.
Peonia
Le Peonie sono ampiamente coltivate per scopi ornamentali, sia nei giardini che in vaso. Questa pianta è caratterizzata da grandi foglie ternate e fiori composti da cinque a dieci petali, che possono variare dal rosa al rosso.
Bisogna ricordare che l'ingestione della peonia può causare sintomi come;
- nausea;
- vomito;
- dolori addominali.
È fondamentale essere al corrente che, in donne in stato di gravidanza, l'assunzione di questa pianta può rappresentare un rischio di aborto. Pertanto, è necessario adottare estrema cautela.
Primula
La Primula presenta foglie ampie con margini dentellati e fiori in una varietà di tonalità, tra cui il bianco, il rosa, il rosso e il viola. Grazie alla sua resistenza, questa pianta viene spesso scelta per aggiungere colore ai davanzali delle finestre o ai giardini.
Tuttavia, è fondamentale sapere che la Primula rientra tra le piante velenose al tatto, infatti entrare in contatto con essa può provocare sintomi come:
- eritema;
- prurito;
- eruzioni cutanee simili all'orticaria;
- infiammazioni degli occhi;
In alcuni casi, il contatto con queste piante può provocare anche la febbre.
Rododendro
Il Rododendro è un arbusto sempreverde con foglie decidue e con una fioritura caratterizzata da una varietà di colori. È possibile vedere questa pianta nei giardini residenziali, nonostante sia potenzialmente pericolosa.
Il contatto con la pianta di Rododendro può causare bruciore della mucosa orale e prurito, mentre se ingerita può causare:
- scialorrea;
- nausea;
- vomito;
- sudorazione fredda;
- difficoltà nel parlare;
- bradicardia;
- insufficienza respiratoria.
In casi particolari, l'ingestione di quantità significative delle parti di questa pianta può portare a sintomi più gravi, tra cui confusione mentale, convulsioni e, nei casi più gravi, il coma.
È importante notare che gli avvelenamenti da rododendro sono rari, ma possono verificarsi. Pertanto, è essenziale evitare di ingerire la pianta e prestare attenzione se si ha questa specie nel proprio giardino o nei dintorni.
Stella di Natale
La Stella di Natale è una pianta annuale caratterizzata da foglie dal margine dentato e irregolare. Le foglie apicali possono assumere una colorazione rossa, ma esistono anche varietà rosa e bianche. Durante il periodo natalizio viene regalata come oggetto decorativo per la casa.
Nonostante la sua straordinaria diffusione, non tutti sono a conoscenza del fatto che, il contatto con le foglie o il fusto della Stella di Natale può provocare sintomi come:
- eritema;
- prurito;
- bruciore faringea, agli occhi e alla mucosa orale.
L’ingestione della pianta, invece, può causare nausea, vomito, diarrea e persino la perdita di coscienza. Inoltre, bisogna ricordare che queste piante sono velenose anche per i cani.
Tulipano
Il Tulipano è una pianta bulbosa perenne e produce fiori solitari a calice. La bellezza estetica dei fiori di Tulipano li rendono ideali per decorare case, appartamenti e giardini. Tuttavia, è importante sottolineare che l'intera pianta può essere nociva. Infatti, il contatto può causare i seguenti sintomi:
- eritema;
- prurito;
- bruciore alla mucosa;
- edema della glottide.
Inoltre, l’ingestione della pianta può portare a complicazioni epatorenali e depressione cardio-respiratoria.
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Qual è la pianta più velenosa?
Tra le piante velenose mortali spicca la Cicuta dal momento che presenta numerose sostanze alcaloidi e può portare alla paralisi respiratoria.
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Sono numerose le piante velenose italiane, ma quella più tossica è chiamata Dafne e, tutte le sue parti, contengono sostanze irritanti che possono causare reazioni cutanee al contatto.
Cosa succede se si tocca l’Oleandro?
Dopo essere entrati in contatto con l’oleandro, pelle e occhi possono irritarsi.
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