Rientro cervelli 2024: agevolazioni fiscali per docenti e ricercatori

Scopri le modifiche della agevolazione per il rientro cervelli 2024 riservato a docenti e ricercatori che rientrano in Italia
rientro cervelli 2024
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Il nuovo decreto rientro dei cervelli 2024 permette a chi è in possesso di almeno una laurea triennale, è rientrato in Italia dopo il 1° gennaio 2024 e pensa di potervi rimanere per almeno 5 anni di godere di importanti agevolazioni. Questa misura ha lo scopo di incentivare il rientro o l'attrazione nel Paese di intellettuali e professionisti di alto profilo nel campo dell'istruzione e della ricerca. La legge intende così arricchire il patrimonio culturale e scientifico nazionale, favorendo lo sviluppo di competenze e conoscenze. Nonostante le varie evoluzioni normative, questa agevolazione fiscale è stata confermata e resta in vigore anche per l'anno 2024, mantenendo inalterati i benefici per i soggetti che soddisfano i requisiti previsti dalla legge.

Chi ha diritto al rientro dei cervelli? Una differenza con il regime impatriati

L’agevolazione legata al "rientro dei cervelli" regolamentata dal Art. 5 D.Lgs. 209/2023 in vigore dal 29/12/2023 si rivolge a ricercatori e docenti universitari che decidono di trasferire la loro residenza in Italia e che, soddisfando determinati criteri previsti dalla normativa, possono beneficiare di una detassazione parziale dei redditi derivanti dall’attività di ricerca o insegnamento svolta nel territorio italiano. Questa misura intende favorire il rientro di talenti italiani e stranieri nel campo accademico e della ricerca, contribuendo al potenziamento del sistema educativo e scientifico nazionale.

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È importante distinguere questa agevolazione da quella prevista per i lavoratori impatriati, regolata dall’articolo 5 del D.Lgs. n. 209/2023, che si applica a una platea più ampia di contribuenti trasferitisi in Italia per svolgere attività lavorativa, sia dipendente che autonoma. Sebbene le due agevolazioni condividano l’obiettivo di attrarre in Italia professionisti e lavoratori, si differenziano per requisiti, benefici e durata.

Mentre l'agevolazione per i lavoratori impatriati si estende a diverse categorie professionali, il "rientro dei cervelli" è specificatamente progettato per il mondo accademico e della ricerca.

Rientro dei cervelli 2024: i requisiti

Per beneficiare del regime per il rientro dei cervelli 2024 è necessario soddisfare, contemporaneamente, i seguenti requisiti:

  • residenza: il richiedente deve essere stato residente all'estero per almeno 3 anni, in un Paese non convenzionato con l'Italia ai fini delle imposte sul reddito. Il trasferimento di residenza in Italia deve avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2024;
  • avere un reddito imponibile inferiore a 600.000 euro nel periodo d'imposta di rientro e nei 3 anni successivi (quattro anni se si acquista un immobile);
  • svolgere un'attività lavorativa dipendente o autonoma in Italia. L'attività lavorativa deve essere svolta per la maggior parte del periodo d'imposta in Italia. È opportuno chiarire che la prestazione può essere svolta nei confronti di un medesimo soggetto estero o in favore di un soggetto appartenente allo stesso gruppo. 
    Inoltre, chi decide di tornare in Italia può possedere una qualifica elevata o una specializzazione in determinati settori scientifici, tecnologici, ingegneristici, economici o culturali: l'elenco dei settori ammessi è definito con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Si ricorda che sono esclusi da questa agevolazione tutti coloro che hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione o aziende di diritto italiano che svolgono all’estero la propria attività lavorativa di ricerca o docenza per conto di questi contratti.

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Entità dell’agevolazione

La normativa fiscale italiana prevede un significativo incentivo per i docenti e i ricercatori che trasferiscono la loro residenza fiscale in Italia, al fine di svolgere attività di docenza e ricerca. Questa disposizione consente, per le finalità delle imposte sui redditi di poter godere di importanti agevolazioni: 

  • reddito imponibile al 50%
  • reddito imponibile al 40% in presenza di un figlio minore

L'agevolazione è applicabile a coloro che, tra gli altri requisiti, hanno un reddito anno massimo pari a 600.000 euro

Quanto dura l’agevolazione rientro dei cervelli 2024?

L'agevolazione si applica a partire dal periodo d'imposta in cui il ricercatore diventa residente in Italia e nei 5 successivi. Inoltre, il periodo può variare, passando a 5 + 3 periodi di imposta con iscrizione anagrafica nel 2024 e acquisto di un immobile residenziale adibito ad abitazione principale entro il 31.12.2023. 

Tuttavia, l'agevolazione può essere estesa per ulteriori annualità al verificarsi di alcuni requisiti:

  • 8 annualità: in caso di docenti/ricercatori con almeno 1 figlio minorenne o a carico (valido anche per figli in affido preadottivo) oppure se il docente diventa proprietario di un'unità immobiliare residenziale in Italia (successivamente al trasferimento o nei 12 mesi precedenti). L'immobile può essere acquistato dal lavoratore, dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà.
  • 11 annualità: in caso di docenti/ricercatori con almeno 2 figli minorenni a carico (anche in affido preadottivo).
  • 13 annualità: in caso di docenti/ricercatori con almeno 3 figli minorenni a carico (anche in affido preadottivo).

L'agevolazione decade se, nel periodo di fruizione, il docente o il ricercatore trasferisce la propria residenza all'estero. La decadenza si ha a partire dal periodo d'imposta in cui risulta non più fiscalmente residente in Italia.

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Come richiedere le agevolazioni per il rientro dei cervelli 2024

Per poter richiedere e godere delle agevolazioni previste per il rientro dei cervelli 2024 è necessario, prima di tutto, trasferire la residenza fiscale in Italia entro il 31 dicembre 2024 e comunicarlo anche all'Agenzia delle Entrate entro i 90 giorni successivi.

Inoltre, il ricercatore può presentare la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui si è rientrati in Italia, compilando il quadro RS: qui bisogna indicare i redditi percepiti all'estero e i redditi percepiti in Italia. È necessario anche allegare la documentazione che comprova il possesso dei requisiti per l'accesso al regime.

È importante conservare la documentazione che comprova il possesso dei requisiti per l'accesso al regime: infatti, in caso di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, è necessario essere in grado di esibire la documentazione richiesta.

Infine si ricorda che, data la delicatezza di ciascuna posizione e la possibilità di accedere ad un'agevolazione potenzialmente significativa, si suggerisce di fare affidamento ad un professionista specializzato in rimpatrio di cervelli. 

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