L’Istat ha reso noti i dati che riguardano l’inflazione di gennaio 2026: l’aumento su base annua è dell’1% per l’indice dei prezzi al consumo. Numeri sostanzialmente in linea con l’indice FOI: +0,8% rispetto a 12 mesi fa. Quest’ultimo dato impatterà sui bilanci famigliari degli inquilini che hanno il rinnovo annuale dell’affitto, per i quali scatterà un ritocco del canone di locazione. In Italia, in media, si pagheranno circa 7 euro in più al mese (e 84 euro all’anno). Scopriamo quanto aumentano gli affitti a seconda della città in cui si vive.
L’aumento dell’inflazione, infatti, finisce per incidere in maniera tangibile sul bilancio domestico delle famiglie italiane, soprattutto per chi deve fare i conti con l’adeguamento annuale del canone di locazione (per i contratti 4+4). Gli aumenti più consistenti si registrano a Milano, dove gli affitti mensili aumenteranno di circa 16 euro al mese rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (gennaio 2025). Per gli inquilini romani, invece, l’incremento mensile sarà di circa 12 euro.
È questo il quadro che emerge da un’analisi di idealista, portale leader per sviluppo tecnologico in Italia, che ha calcolato quanto inciderà l’aumento dell’inflazione sull’adeguamento dei contratti di locazione di un trilocale in base all’Indice dei prezzi al consumo aggiornato e pubblicato dall’Istat. L'aumento dell'inflazione incide direttamente sui contratti di locazione legati all’indice FOI, ovvero quelli che prevedono la formula di durata 4+4.
Il report si concentra sull’analisi della media dei canoni di locazione richiesti negli annunci di trilocali in affitto pubblicati su idealista. Il taglio immobiliare analizzato dallo studio è stato individuato in quanto risulta essere quello più richiesto dalle famiglie, la categoria su cui l’aumento dell’inflazione pesa maggiormente.
In Italia, l’affitto per una casa con tre locali, secondo quanto rilevato a gennaio 2025, era di 900 euro al mese. Con l’adeguamento annuale calcolato con l’indice di inflazione FOI di gennaio 2026, gli inquilini che dovranno fare i conti con il rinnovo del canone dovranno pagare circa 7 euro in più al mese (e 84 euro all’anno in media).
A seconda della città analizzate (il report si è concentrato esclusivamente sui capoluoghi e non sulle province per via di una base dati molto più consistente) può variare anche considerevolmente. Gli inquilini che subiranno gli aumenti più evidenti dei canoni di locazione sono quelli che risiedono a Milano (+16 euro al mese e 192 euro in più all’anno). Un dato decisamente preventivabile, considerando che il capoluogo lombardo, ormai da tempo, rappresenta anche la città con la media degli affitti più cara d’Italia.
Aumentano di circa 14 euro al mese (168 euro all’anno) gli affitti per gli inquilini che hanno il rinnovo annuale del canone di locazione residenti a Firenze e di circa 13 euro mensili (156 euro annui) a Como. Rialzi nell’ordine dei 12 euro al mese (144 euro all’anno), invece, per i canoni a Roma.
Mentre si registrano ritocchi mensili di 11 euro a Venezia e di 10 euro a Bologna, Cagliari e Napoli. Più in generale, gli impatti minori sugli aumenti dei canoni d’affitto (non oltre i 3 euro mensili) si rilevano a Vibo Valentia e Isernia.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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