Ristrutturazione casa 2026 con Legge 104: quali incentivi spettano?

I benefici della Legge 104 per ristrutturazione casa nel 2026: le agevolazioni fiscali, i requisiti e i documenti necessari.
legge 104 ristrutturazione casa 2026
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Per il 2026 sono state confermate importanti misure di sostegno volte a facilitare l’accessibilità negli immobili, sebbene le famiglie debbano ora fare riferimento ai regimi ordinari di detrazione dopo la definitiva conclusione del vecchio bonus barriere al 75%. In questo nuovo quadro normativo, chi intende avvalersi delle agevolazioni legate alla legge 104 ristrutturazione casa 2026 deve considerare una distinzione netta basata sulla tipologia di immobile: per l’abitazione principale la detrazione Irpef resta fissata al 50% su un tetto di 96.000 euro, mentre per le seconde case l'aliquota scende al 36%. Rimane invece un pilastro strutturale l’Iva agevolata al 4% per l’abbattimento delle barriere e l’acquisto di sussidi tecnici.

Quali sono le agevolazioni per ristrutturare con la Legge 104

Chi è in grado di accedere alla Legge 104 (perché in possesso di una certificazione di disabilità) o ha un familiare a carico che ne può fruire, ha la possibilità di accedere ad un pacchetto di misure volte a migliorare l’accessibilità e l’autonomia abitativa nel momento in cui ristruttura casa:

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  • Iva agevolata al 4%: questa è, indubbiamente, l'agevolazione più immediata. Si applica sia all'acquisto di materiali per l'abbattimento delle barriere (come possono essere le rampe e gli ascensori), sia all'acquisto di sussidi tecnici e informatici (domotica, computer, dispositivi touchscreen) che facilitano l'autosufficienza;
  • detrazione Irpef 19%: questa agevolazione spetta per l'acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e per i sussidi tecnici/informatici sopra citati. Questa detrazione è spesso cumulabile con i bonus edilizi per la parte di spesa che eccede i massimali di questi ultimi;
  • contributi a fondo perduto (Legge 13/89): rimane la possibilità di richiedere contributi ai Comuni per opere di abbattimento delle barriere negli edifici privati. Le graduatorie, però, dipendono dalle disponibilità di bilancio locali e dalla gravità della patologia.

Nota sui documenti: per l'Iva al 4%, oltre al certificato di invalidità, è necessaria una specifica prescrizione del medico specialista dell'Asl che attesti il collegamento funzionale tra il sussidio tecnico (come per può esserci tra con computer o la domotica) e la menomazione della persona.

Disabile in casa
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Quali sono i bonus ristrutturazioni per gli invalidi nel 2026

Il 2026 segna il ritorno a un regime più ordinario dopo gli anni dei super-bonus. La distinzione principale oggi dipende dalla tipologia di immobile per il quale si richiede l'incentivo.

Detrazione ristrutturazioni al 50%: abitazione principale

Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio è confermata al 50% esclusivamente per gli interventi effettuati sull'abitazione principale.

  • massimale: 96.000 euro per unità immobiliare;
  • lavori ammessi: eliminazione barriere, rifacimento bagni a norma, installazione ascensori e montascale;
  • ripartizione: 10 quote annuali di pari importo.

Nel calcolo del tetto massimo di spesa detraibile rientrano non solo i costi dei materiali e della manodopera, ma anche le parcelle per la progettazione, la direzione dei lavori, le perizie tecniche e gli oneri necessari per le autorizzazioni comunali.

Scala disabile
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Detrazione al 36%: seconde case

Se i lavori vengono effettuati su immobili diversi dall'abitazione principale, l'aliquota scende al 36%, mantenendo però lo stesso tetto di spesa di 96.000 euro.

Detrazione 19% per eccedenza

Un aspetto tecnico fondamentale da ricordare è che se la spesa per un ascensore o un montascale supera il limite di 96.000 euro (o il limite stabilito dal bonus edilizio scelto), la parte eccedente può essere portata in detrazione al 19% come spesa sanitaria specifica per disabili.

È importante ricordare, però, che non è possibile applicare due diverse detrazioni sulla stessa spesa. Se un intervento è già agevolato con il bonus ristrutturazioni (50% o 36%), la detrazione Irpef del 19% può essere richiesta solo sulla quota di spesa che eccede il massimale di 96.000 euro o per interventi di natura sanitaria distinti da quelli edilizi.

Quanto costa rifare un bagno con la Legge 104

Il costo per rifare un bagno adatto alle esigenze di una persona con disabilità oscilla tra i 3.000 e i 7.000 euro per un ambiente di circa 6-7 m2. Grazie alle agevolazioni per la ristrutturazione casa con la Legge 104, la spesa effettivamente a carico del cittadino può ridursi drasticamente.

Le voci di spesa principali per la ristrutturazione bagno con legge 104 e per rendere il servizio accessibile includono:

  • sanitari e ausili: la sostituzione di sanitari con modelli ergonomici e l'installazione di maniglioni costa tra i 100 e i 400 euro per ogni elemento;
  • vasca con sportello o doccia a filo pavimento: l'acquisto e la posa variano dai 1.500 euro ai 4.000 euro;
  • pavimentazione antiscivolo: il costo dei materiali e della manodopera oscilla tra 40 euro e 100 euro al m2;
  • opere murarie e idrauliche: per un rifacimento completo (impianti, massetto, rivestimenti), i preventivi partono da circa 3.000 euro. 

Esempio di calcolo (bagno da 5.000 euro)

VoceImporto
Spesa lorda stimata5.000 euro
Risparmio Iva (4% invece di 22%)Risparmio di circa 750 euro (già nel prezzo d'acquisto)
Detrazione IRPEF 50% (in 10 anni)2.500 euro
Costo reale finale stimato1.750 euro
Bagno per disabile
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Cosa cambia nel 2026 per chi ha la Legge 104

Il passaggio dal 2025 al 2026 ha portato tre cambiamenti cruciali che ogni contribuente dovrebbe conoscere:

  • addio al bonus 75%: il bonus barriere architettoniche con l'aliquota maggiorata al 75% è ufficialmente scaduto il 31 dicembre 2025. Per i pagamenti effettuati dal 1° gennaio 2026, gli stessi lavori (rampe, ascensori, infissi conformi) rientrano nel bonus ristrutturazioni ordinario (50% o 36%);
  • revisione delle aliquote (quoziente familiare): la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un limite alle detrazioni totali basato sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare. Tuttavia, per chi ha figli con disabilità accertata, sono previsti coefficienti di calcolo più favorevoli, che permettono di mantenere una capacità di detrazione più alta rispetto ai contribuenti senza carichi di cura;
  • verso la riforma 2027: il 2026 è l'ultimo anno di transizione. Dal 1° gennaio 2027 è già previsto un ulteriore taglio strutturale delle aliquote (che scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per le altre), rendendo quest'anno il momento più conveniente per avviare i cantieri.

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