The Wealth Report 2026: l’Italia si consolida tra le mete del lusso globale

Knight Frank inserisce Milano tra le città più interessanti per quanto riguarda le residenze di lusso
dove vive ezio greggio
Getty images

La ricchezza globale continua a crescere, ma sta cambiando forma, geografia e modalità di impiego. È questo il quadro che emerge dalla ventesima edizione di The Wealth Report di Knight Frank, uno dei principali osservatori internazionali sull’evoluzione dei grandi patrimoni e dei mercati immobiliari di fascia alta. Il rapporto fotografa un mondo attraversato da tensioni geopolitiche, inflazione persistente, tassi di interesse elevati e crescente incertezza politica, nel quale tuttavia la capacità di generare nuova ricchezza non sembra arrestarsi.

Negli ultimi cinque anni il numero degli individui ultra-facoltosi – gli UHNWI, ossia persone con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari – ha registrato una crescita significativa. Tra il 2021 e il 2026 la popolazione globale di questi grandi patrimoni è aumentata di 162.191 unità, l’equivalente di circa 89 nuovi ultra-ricchi ogni giorno, raggiungendo quota 713.626 persone nel mondo. Una crescita che testimonia la forte resilienza del capitale privato, capace di espandersi anche in un contesto macroeconomico complesso.

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I Paesi in cui si concentrano i più ricchi del mondo

A trainare questa espansione sono soprattutto gli Stati Uniti, che da soli hanno generato il 41% dei nuovi UHNWI a livello mondiale, aumentando la propria quota sul totale globale dal 33% al 35%. Ma accanto alla leadership americana emergono nuovi poli di crescita. L’India è tra i protagonisti più dinamici, con un incremento del 63% della popolazione ultra-facoltosa nel periodo analizzato e una previsione di ulteriore crescita del 27% entro il 2031.

L’evoluzione appare ancora più evidente osservando i Paesi destinati a registrare i maggiori tassi di espansione nei prossimi anni: Indonesia (+82%), Arabia Saudita e Polonia (+63%), seguite dal Vietnam (+59%). Indicatori che raccontano un progressivo riequilibrio geografico della ricchezza globale e il consolidarsi di nuovi centri economici.

Anche la regione Asia-Pacifico rafforza il proprio peso strategico, arrivando a rappresentare quasi il 31% degli ultra-ricchi del pianeta. La Cina consolida il proprio ruolo di secondo grande polo della ricchezza mondiale, mentre il numero dei miliardari globali raggiunge quota 3.110, con una concentrazione crescente proprio nell’area asiatica.

Come osserva Liam Bailey, Global Head of Research di Knight Frank, si sta assistendo a uno dei più profondi cambiamenti nella distribuzione della ricchezza degli ultimi decenni: gli Stati Uniti mantengono il primato, ma nuove economie stanno ridefinendo gli equilibri internazionali, modificando i tradizionali flussi di capitale.

Il patrimonio oggi è sempre più mobile

La crescita della ricchezza non coincide più soltanto con l’accumulazione finanziaria. Il report evidenzia un cambiamento culturale più ampio: i grandi patrimoni si stanno trasformando in soggetti sempre più mobili e globali.

Gli individui ultra-facoltosi scelgono oggi di distribuire presenza, investimenti e residenza su più aree geografiche. Una strategia che mira a bilanciare opportunità economiche, fiscalità, qualità della vita e stabilità politica.

Le città globali tradizionalmente considerate punti di riferimento — Londra, New York, Dubai e Singapore — non vengono più vissute necessariamente come luoghi di residenza permanente, ma come hub internazionali da frequentare in modo flessibile. Un modello che Knight Frank definisce “dip-in, dip-out”: entrare e uscire dai mercati seguendo esigenze professionali, relazionali e di investimento.

La crescente complessità fiscale e geopolitica sta inoltre rendendo più sofisticato il ruolo dei family office, oggi chiamati a gestire non soltanto patrimoni ma anche mobilità internazionale, pianificazione e mitigazione del rischio.

Immobili di lusso: il mercato globale continua a crescere

Questo nuovo modello di ricchezza si riflette in modo diretto sul mercato immobiliare di fascia alta. Il segmento residenziale prime continua infatti a mostrare una notevole capacità di resistenza.

Secondo il Prime International Residential Index (PIRI 100), che monitora cento mercati residenziali di lusso nel mondo, nel 2025 i prezzi delle abitazioni prime sono cresciuti in media del 3,2% a livello globale. Un dato che conferma una domanda sostenuta nonostante il rallentamento registrato in diversi comparti immobiliari tradizionali.

Dei cento mercati analizzati, ben settantatré hanno mostrato un aumento dei valori. Tokyo guida la classifica con un impressionante +58,5% nei prezzi degli appartamenti di nuova costruzione. Subito dietro si posiziona Dubai (+25,1%), che si conferma anche il mercato più dinamico al mondo per immobili oltre i dieci milioni di dollari, con circa 500 transazioni super-prime registrate nel solo 2025.

Su scala regionale, il Medio Oriente ha ottenuto le performance più elevate (+9,4%), seguito da America Latina e Caraibi (+4,7%), Asia-Pacifico (+3,6%) ed Europa (+3,3%). Il Nord America rappresenta invece l’unica area in flessione (-0,9%), penalizzata soprattutto dal rallentamento canadese. 

A sostenere il settore è anche una dinamica strutturale: la scarsità di immobili immediatamente disponibili. Le abitazioni "move-in ready", già pronte per essere abitate, sono sempre più richieste in un mercato nel quale il tempo è diventato una risorsa strategica.

Il lusso si misura anche in metri quadrati

Uno degli aspetti più interessanti del report riguarda il cosiddetto “potere d’acquisto immobiliare”: quanti metri quadrati è possibile acquistare con un milione di dollari nelle principali città mondiali.

I dati mostrano differenze enormi tra i diversi mercati. Monaco resta la città più costosa al mondo: un milione di dollari consente di acquistare appena 16 metri quadrati. Hong Kong si attesta a 22,5 metri quadrati, Singapore a 28,1. Londra e New York offrono rispettivamente 32,9 e 33,9 metri quadrati, mentre Tokyo si ferma a 36,6.

Sul versante opposto emergono realtà molto più accessibili: Dubai permette di acquistare 62,2 metri quadrati, Madrid 75,1, Lisbona 79,4 e Mumbai addirittura 95,5.

Milano e l’Italia: il fascino della qualità della vita attrae i capitali internazionali

All’interno di questo scenario globale, l’Italia si ritaglia un ruolo sempre più rilevante. The Wealth Report evidenzia come il Paese stia diventando una delle destinazioni europee più attrattive per la ricchezza internazionale, grazie alla combinazione di fiscalità favorevole, qualità della vita, patrimonio culturale e appeal immobiliare.

Knight Frank definisce l’Italia un vero e proprio “tax-led magnet”: un polo attrattivo trainato dal regime fiscale agevolato per i nuovi residenti, che continua a richiamare individui ad alto patrimonio provenienti da diversi mercati internazionali.

Milano emerge come principale motore di questa tendenza. La domanda di immobili di pregio continua a mantenersi elevata e, in alcuni segmenti, supera l’offerta disponibile. Il fenomeno non riguarda però soltanto il capoluogo lombardo.

Cresce infatti l’interesse verso Roma, la Toscana e il Lago di Como, località capaci di coniugare lifestyle, investimenti e identità territoriale.

Anche il confronto internazionale sui valori immobiliari restituisce una fotografia interessante del mercato milanese. Nel quarto trimestre 2025, con un milione di dollari era possibile acquistare nel capoluogo lombardo circa 45,8 metri quadrati di residenziale di lusso, contro i quasi 60 metri quadrati del 2020. Un calo significativo che evidenzia l’aumento dei valori immobiliari cittadini e il rafforzamento del posizionamento di Milano tra le destinazioni premium europee. 

Più miliardari italiani e nuove strategie di investimento

L’Italia mostra segnali positivi anche sul fronte patrimoniale. Secondo le stime del report, entro il 2031 il numero dei miliardari italiani crescerà del 34%, confermando una progressiva espansione del patrimonio nazionale.

Parallelamente, stanno cambiando anche le strategie di allocazione dei capitali. Gli investitori più facoltosi stanno orientando parte delle proprie risorse verso asset alternativi e settori emergenti come data center, energia, vigneti e investimenti ad alto valore aggiunto.

Il concetto stesso di lusso si sta trasformando. Alla dimensione tradizionale del bene esclusivo si affianca una domanda crescente di esperienze, benessere e sviluppo personale. Una tendenza che Knight Frank identifica con l’espressione “transformation economy”: un modello nel quale il lusso non è più solo possesso, ma esperienza e qualità della vita.

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