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L'impatto dello smart working sul settore degli uffici e le tendenze future

World Capital
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Autore: World Capital (collaboratore di idealista news)

Nel 2020 con l’avvento della pandemia Covid-19 milioni di lavoratori hanno smesso di recarsi quotidianamente in ufficio e hanno iniziato a lavorare da casa o in modalità smart working. Ma quali conseguenze ha generato lo smart working sull’immobiliare ad uso ufficio? A rispondere a questa domanda è il nuovo Snapshot Uffici H2 2020, realizzato dal Dipartimento di Ricerca di World Capital

Lo strumento di World Capital fornisce una panoramica del mercato immobiliare uffici in Italia e un focus proprio sulle conseguenze dello smart working sul settore e sulle attività satellite, come per esempio la ristorazione. Per comprendere quale sarà il futuro degli uffici in Italia, il Dipartimento di Ricerca di World Capital ha condotto due survey: una rivolta agli utilizzatori degli spazi ad uso ufficio (società di diversi settori come per esempio economico/finanziario, real estate e servizi) per capire quali tipologie di immobili stanno cercando in seguito all’emergenza sanitaria, la seconda dedicata ai più importanti studi di architettura nazionali per analizzare come cambierà la progettazione degli spazi di lavoro in seguito all’incremento del lavoro da remoto e alla pandemia.

Dalla prima indagine è emerso che oltre l’85% degli utilizzatori di spazi ad uso ufficio del settore economico/finanziario si orienta su immobili costruiti meno di dieci anni fa con un layout interno moderno, mentre la restante percentuale cerca immobili di nuova costruzione.

La tendenza dunque è quella di orientarsi sulla qualità dell’immobile, aspetto già importante negli anni precedenti e che la pandemia ha ulteriormente accentuato.

Oggi risulta fondamentale rendere gli spazi abitativi e lavorativi dei luoghi confortevoli, mettendo la salute e il benessere delle persone al primo posto.

Per quanto riguarda invece il sentiment relativo alla progettazione degli spazi di lavoro, in futuro si prevede l’implemento di nuovi sistemi tecnologici all’interno degli immobili, precisamente tecnologia senza tocco per evitare il contagio (83,4%) e stazioni di sanificazione (16,6%).

La tecnologia IoT porterà inoltre ad un maggiore decentramento degli spazi dedicati ai server in appositi Data Center (42,2%).

 

Qual è il trend del mercato immobiliare ad uso ufficio?

Spostandoci sui valori immobiliari analizzati all’interno dello Snapshot Uffici, nel secondo semestre 2020 il mercato direzionale si attesta generalmente stabile per quanto riguarda i canoni di locazione, in linea con i trend registrati nel primo semestre.

Milano detiene la prime rent nazionale con 550 €/mq/anno nella zona del Centro. Buone anche le performance delle aree centrali di Roma (420 €/mq/anno), Firenze (350 €/mq/anno) e Napoli (200 €/mq/anno).

Facendo un confronto con il 2019 è interessante notare che le società richiedono spazi ad uso ufficio mediamente più grandi: nel 2019 si registrava infatti una media di 1.234 mq richiesti, mentre nella seconda metà del 2020 gli spazi più richiesti hanno una dimensione media di 1.487 mq (+17%).

Oggi sia i tenant, che gli investitori, si orientano su immobili direzionali di valore e di qualità – commenta Andrea Faini, CEO di World Capital – Prevediamo che lo smart working continuerò ad essere molto utilizzato anche tutto quest’anno. Per questo i nuovi sviluppi immobiliari dovranno tenere conto di questa tendenza e progettare degli spazi ad hoc. Per comprendere meglio quali altri effetti e conseguenze sta generando lo smart working e come cambieranno gli spazi di lavoro del futuro vi invitiamo a prendere parte al webinar in live streaming che stiamo organizzando e che si terrà il prossimo 15 aprile alle ore 11. Insieme ad autorevoli esperti del settore cercheremo di capire quale sarà il futuro degli uffici.”

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