Una banca che costruisce una piazza pubblica e una galleria d'arte gratuita: a Milano succede davvero. Nel quartiere Portello ha aperto Casa BFF, la nuova sede del gruppo BFF Bank, pensata per unire uffici, cultura e spazio urbano. Il progetto, firmato dallo studio OBR, ha già ottenuto il MIPIM Award 2024 come Best New Development, segnale di un approccio che guarda oltre l'edificio-icona. Numeri e scelte progettuali raccontano un'architettura che produce energia pulita, invita a entrare e mette in dialogo lavoro e città.
- Cos'è Casa BFF e dove si trova
- Un progetto che mette la città al centro
- Il gesto architettonico: il grande portico che produce energia
- Certificazioni e metodo: quando la performance diventa progetto
- Interni flessibili: uffici che cambiano insieme al lavoro
- Arte in sede: una galleria aperta e opere in piazza
- Chi firma il progetto e perché è già premiato
Cos'è Casa BFF e dove si trova
Casa BFF è la nuova sede del gruppo bancario internazionale BFF Bank, nato in Italia e specializzato nei servizi finanziari per imprese e istituzioni, con una tradizione nella gestione e nello smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione. Il complesso si trova a Portello, area milanese segnata da interventi recenti e continui cambiamenti urbani.
Qui, l'headquarter non si limita a concentrare funzioni direzionali: si apre al quartiere con una piazza accessibile e con percorsi che connettono edificio e contesto. Dal dicembre 2024 gli spazi hanno iniziato ad accogliere le persone del gruppo, portando in un unico polo attività prima distribuite.
Un progetto che mette la città al centro
La struttura, di circa 15.000 m2 complessivi, ruota attorno a una nuova piazza pubblica e a interni progettati per cambiare configurazione nel tempo. L'idea è chiara: ridurre la distanza tra sede aziendale e vita urbana, uscendo dalla logica del "fortino" direzionale.
Il risultato è un fronte aperto, attraversabile, che diventa parte del quartiere.
Il gesto architettonico: il grande portico che produce energia
Elemento distintivo è il porticato che sale fino a 40 metri e sostiene una copertura fotovoltaica ben visibile: definisce lo spazio pubblico a terra e fornisce energia rinnovabile.
La superficie dei pannelli è di 2.300 m2, con una produzione dichiarata di circa 360 MWh all'anno e una potenza di picco di 300 kWp. Così la sostenibilità diventa parte dell'immagine stessa dell'edificio, un'infrastruttura che racconta in facciata la propria funzione.
Certificazioni e metodo: quando la performance diventa progetto
Casa BFF ha ottenuto la certificazione LEED Platinum per le prestazioni ambientali e la WELL Gold per salute e benessere degli occupanti. Due attestazioni che indicano una cura per qualità dell'aria, luce naturale, materiali e consumi.
In fase di sviluppo è stato adottato l'approccio DFMA (Design for Manufacture and Assembly), che semplifica assemblaggio e processi costruttivi. Significa tempi più controllati, cantieri più puliti e componenti pensati per essere installati con maggiore efficienza.
Interni flessibili: uffici che cambiano insieme al lavoro
Luce, trasparenza e spazi riconfigurabili definiscono gli interni. Le aree operative sono progettate per adattarsi a modalità di lavoro in evoluzione, alternando concentrazione, collaborazione e momenti informali.
L'obiettivo non è soltanto "ospitare" funzioni, ma creare ambienti che facilitino benessere e produttività nel quotidiano.
Arte in sede: una galleria aperta e opere in piazza
Nel cuore dell'edificio trova posto la BFF Gallery, circa 450 m2 dedicati all'arte moderna e contemporanea. La collezione del gruppo, avviata negli anni Ottanta, conta circa 250 opere e include protagonisti dell'arte italiana del Novecento come Lucio Fontana, Alberto Burri, Enrico Baj, Mario Schifano, Emilio Tadini e Arnaldo Pomodoro.
Anche gli spazi all'aperto dialogano con la collezione: nella piazza sono presenti lavori di Giò Pomodoro e Gianfranco Pardi, portando l'arte nel percorso quotidiano di chi attraversa l'area. La BFF Gallery è visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 10:30 alle 17:30.
Chi firma il progetto e perché è già premiato
Il complesso è progettato da OBR - Open Building Research, lo studio fondato nel 2000 dagli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi. Il riconoscimento internazionale è arrivato con il MIPIM Award 2024 nella categoria Best New Development, uno dei premi più osservati dal mondo immobiliare.
Un segnale che evidenzia tanto la forza del disegno quanto la capacità del progetto di costruire un rapporto attivo con la città.







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