Quanto costa rinnovare gli uffici in Europa, a Milano 2.821 euro al mq, Madrid la più economica

Il Global Office Fit-Out Cost Report di Turner & Townsend colloca il capoluogo lombardo sotto quasi tutte le grandi piazze dell’Eurozona
Una professionista seduta a una scrivania in un ufficio moderno intenta a consultare documenti che richiamano pratiche aziendali, bilanci o modelli F24
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Allestire o rinnovare gli spazi interni di un ufficio a Milano costa in media 2.821 euro al metro quadro per una specifica di livello intermedio. È il dato che emerge dal Global Office Fit-Out Cost Report di Turner & Townsend, lo studio annuale che confronta i costi di allestimento degli spazi direzionali nelle principali città del mondo. Il valore cambia a seconda del livello di finitura: si scende a 2.193 euro al metro quadro per una specifica base e si sale a 3.682 euro per gli interventi di fascia alta.

Dove vanno i soldi: la costruzione pesa per due terzi

La voce principale è la costruzione, che nella specifica media incide per 1.923 euro al metro quadro. Seguono gli oneri professionali, pari a 368 euro, gli arredi mobili, a 350 euro, e le dotazioni audiovisive, a 180 euro. Una ripartizione che mostra come la parte più rilevante della spesa riguardi le opere edili e impiantistiche, mentre arredi e tecnologia pesano in misura più contenuta.

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Il confronto europeo: Milano sotto tutti, tranne Madrid

Nel confronto continentale Milano si colloca sotto tutti i principali mercati dell’Eurozona, con la sola eccezione di Madrid. Il capoluogo lombardo costa il 12,5% in meno di Monaco di Baviera, dove si spendono 3.224 euro al metro quadro, l’8,1% in meno di Francoforte (3.069 euro) e il 6,8% in meno di Berlino (3.028 euro). Più ridotte le distanze con Parigi (2.959 euro), Dublino (2.941) e Amsterdam (2.930). L’unica città a stare sotto Milano è Madrid, con 2.686 euro al metro quadro.

Il costo del rinnovo come leva sulle scelte di investimento

Il dato arriva in una fase in cui l’adeguamento dello stock direzionale milanese, tra obsolescenza funzionale e nuovi requisiti di efficienza energetica, pesa sempre di più sulle decisioni degli investitori. “Su uno stock ampio e in parte datato come quello milanese, il costo del rinnovo pesa sulla scelta tra riqualificare, riconvertire a una destinazione diversa o lasciare che l’immobile perda progressivamente valore”, spiega Alberto Cominelli, Head of Project Management and Urban Development di Turner & Townsend Italia.

A contare, aggiunge, non è solo il livello del costo ma anche la sua prevedibilità, specie su un investimento pluriennale. Su questo fronte Milano ha un vantaggio: le rilevazioni indicano per il capoluogo un’inflazione dei costi di costruzione stabile al 2% nel 2026 e nel 2027, mentre Monaco sale al 4% e Madrid al 6%. Un’evoluzione che, se confermata, ridurrebbe progressivamente il divario di costo con la città spagnola, oggi l’unica più economica.

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