In Italia il numero di abitazioni di proprietà è più alto rispetto alla media europea, ma dal 2008 si assiste a un'inversione di tendenza rispetto al trend che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni, con una riduzione della quota di famiglie che possiede la casa in cui vive e con un aumento di quelle in affitto e in usufrutto. A dirlo è bankitalia nel suo rapporto biennale sui bilanci delle famiglie 2012
Il 67,2% delle famiglie possiede l'abitazione di residenza, mentre il 21,8% è in affitto, il 7,4% in usufrutto e il restante 0,3% per cento a riscatto. Si tratta di una percentuale più alta rispetto a quella mediamente riscontrata nei paesi dell'area dell'euro, pari a circa il 60% delle famiglie (nel 2010), mentre in germania era il 42%, in francia il 55%
Nonostante ciò, dal 2008 al 2012 ( e in controtendenza con quanto registrato negli ultimi trent'anni) è iniziata la progressiva diminuizione della quota di famiglie in proprietà (-1,2% dal 2012 al 2010), a fronte di un aumento di quelle in affitto (+0,7%) e in usufrutto (+0,5%)
Diffusione della proprietà
La proprietà dell'abitazione di residenza è maggiormente diffusa tra le famiglie il cui capofamiglia ha un'età compresa tra i 55 e i 64 anni (76,7%) o è laureato (76,5%), tra le famiglie con tre componenti 872,7%), tra quelle residenti nei comuni con meno di 20.000 abitanti (69,2%) o del centro 874,5%). Il 71,7% per cento delle famiglie il cui capofamiglia svolge un lavoro indipendente detiene un appartamento di proprietà, contro il 60,6% di quelle il cui capofamiglia è un lavoratore dipendente
Affitto
A optare maggiormente per l'affitto sono le famiglie con capofamiglia più giovane e appartenenti al primo quinto della distribuzione del reddito familiare (rispettivamente 38,6%). Nel caso di capofamiglia nato all'estero la quota di famiglie in affitto è addirittura triplicata (66,1 per cento) o del 74,8% superiore nel caso non possieda la cittadinanza italiana. Tra le famiglie in affitto, il 44% ha un contratto a canone libero (4+4) e il 32% dichiara di pagare un affitto inferiore ai prezzi di mercato
Immobili di proprietà pubblica
La quota di famiglie che vive in immobili di proprietà pubblica è del 5,5%, pari a quasi un quarto del totale di quelle in affitto. In particolare, il 4,8% delle famiglie vive presso abitazioni degli ex iacp e altri enti locali, mentre lo 0,7% vive in abitazioni di proprietà di enti di previdenza (inps, inail) o di altri enti pubblici
7 Commenti:
Non è la crisi che ha ridotto le case di di proprietà ed aumentato quelle in affitto. Sono le scelte folli dei governi che abbiamo avuto negli ultimi anni a determinare questa situazione. E' inevitabile che con l'aumento indiscriminato e assurdo della tassazione sulla casa e per tassazione non intendo solo IMU e successive denominazioni, ma anche tutte le altre tasse e gabelle che gravano sulla proprietà immobiliare rendendola sempre meno interessante come forma di risparmio o di investimento. Tutto ciò al solo scopo di favorire le banche che sono piene di denaro dei risparmiatori non avendo altri luoghi dove depositar li loro risparmi. Nulla invece ne trae l'economia del paese anzi l'innalzamento delle tasse la deprime. E' semplicemente assurdo innalzare le tasse in un momento di recessione economica specie così grave come la presente. Solo degli incompetenti o peggio in malafede possono operare scelte di questo genere. Le tasse dovrebbero essere eque e basate sui reali guadagni di ciascuno e non penalizzare i risparmi che le famiglie hanno messo da parte dopo aver pagato le tasse dovute.
@ Anonimo numero1.
Lei è un genio. Bloccare il mercato immobiliare, causare crollo del valore delle case (fonte di garanzia per le banche) e bloccare il mercato dei mutui (fonte di reddito per le banche) udite, udite ... è fatto per favorire le banche. Di certo lei non insegna economia ... me lo auguro almeno.
Beh, in un modo o in un altro...gli immobili rendono sempre
Concordo in todo con l'estensore del commento n°1
Aggiungo: rendono... allo stato in particolar modo!
Mi sembra giusto: meglio andare in affitto in una bella casa che riuscirne a comprare una brutta ...o in una brutta zona
Bene, un motivo in più per creare finalmente un registro (consultabile con le dovute limitazioni inerenti alla privacy) di coloro che hanno avuto uno sfratto per morosità...a meno che sia stata stabilita la loro " morosità incolpevole";
Accade che costoro trovino tranquillamente da affittare da un 'altra parte dopo lo sfratto..e così via...tanto con le leggi italiane al welfare contribuiscono anche i proprietari di casa (un anno o due dura la pratica), i quali per giunta continuano a versare l'imu, etc. Anche se l'immobile è sfitto o sotto sfratto...
In questi casi, sarebbe invece compito del governo provvedere ad una soluzione..
Essere proprietario di casa è solo una scocciatura: un proprietario deve sobbarcarsi tutta una serie di spese straordinarie come tetto, imbiancatura, caldaia, ecc..
Credetemi, è meglio stare nullatenenti in affitto: nessuno potrà mai pignorarmi la casa: non ce l'ho :-)
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