Si è consumato lo scontro tra il colosso degli sconti online, groupon, e i dipendenti italiani. Dopo mesi di tensioni si è arrivati allo sciopero: uno stop di otto ore a Milano. Secondo filcams cgil e fisascat cisl l'azienda avrebbe "un approccio di intimidazione verso i lavoratori, colpevolizzandoli del trend negativo dei risultati" e avrebbe minacciato di "chiudere in Italia"
Ma groupon non resta a guardare e ha così replicato: "in anni difficili abbiamo assunto a tempo indeterminato più di 400 giovani ai quali vengono riconosciuti - oltre a ciò che è incluso nel contratto nazionale - ticket restaurant, revisione annuale delle retribuzioni, progetti di formazione, sistemi di incentivazione, oltre che un ambiente dinamico e con possibilità di crescita"
I rappresentanti sindacali però raccontano una storia diversa: "groupon è quello che è grazie ai suoi dipendenti, che sono più qualificati rispetto al loro inquadramento in azienda. Il colosso americano dice di essere in calo e in uno degli incontri mensili con i dipendenti è stato fatto passare il concetto che era il reparto commerciale a lavorare poco. Al tavolo sindacale, invece, abbiamo visto i dati precisi e la media dei contratti mensili stipulati era uguale rispetto all'anno precedente"
E ancora: "il problema non è quindi la performance dei lavoratori, è che semplicemente si stanno vendendo meno cupon, forse perché non c'è più il boom degli inizi in cui le persone prendevano le offerte al volo"
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