Una sentenza della Cassazione che suona un po’ come una beffa gela gli animi di chi sperava di ottenere un rimborso dopo la vicenda dei mutui variabili indicizzati all’Euribor a tassi “manipolati”. La sentenza 12007/2024 del 3 maggio scorso stabilisce infatti che sia onere del cliente dimostrare che la banca che ha concesso il mutuo a tassi distorti fosse effettivamente a conoscenza dell’esistenza degli accordi manipolatori. Un onere della prova tutt’altro che facile, che rende molto improbabile l’ottenimento del legittimo rimborso.
Euribor manipolato: il caso
La vicenda dell’Euribor manipolato nasce da una indagine svoltasi tra il 2011 e il 2013, con l’accertamento da parte dell’Authority Ue dell’esistenza di un accordo tra alcune banche finalizzato a manipolare l’Euribor su cui erano basati i mutui a tasso variabile erogati tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008. Le banche “colpevoli” erano Barclays Bank, Deutsche Bank, Société Générale e Royal Bank of Scotland, che hanno poi ammesso le proprie responsabilità.
Sulla base di tale accertamento, una sentenza della Suprema Corte dello scorso 13 dicembre aveva stabilito che chi avesse in essere un mutuo stipulato nel periodo incriminato avesse diritto a chiedere un rimborso. Non solo: ma tale rimborso poteva essere chiesto non solo dai clienti delle banche in questione, ma dai clienti di tutte le banche.
Nuova sentenza Euribor: cosa cambia per i mutui
A causa della nuova sentenza della Cassazione, lo scenario ora cambia. Lo scorso 3 maggio infatti è stato stabilito che, per avere diritto al rimborso, il cliente deve dimostrare che la banca mutuante, se non compresa tra quelle responsabili della manipolazione dei tassi nel periodo considerato, dovesse essere al corrente dell’esistenza degli accordi manipolatori. L’onere della prova quindi va in capo al cliente: come questi possa dimostrare quello di cui la banca fosse a conoscenza all’epoca non è dato sapere. Questo implica che i clienti che hanno pagato tassi distorti vedono sfumare la possibilità di vedersi rimborsato l’eccesso.
Euribor manipolato: a quanto ammontano i rimborsi
Si calcola che il rimborso per coloro che abbiano pagato rate del mutuo a tasso variabile in eccesso sia stimabile sula differenza tra il tasso applicato dalla banca e il tasso minimo del Btp a un anno, come prevede il TUB all’articolo 117 comma 7. Nel caso di un mutuo con Euribor erogato nel 2005, si parla di una media del tasso di riferimento di 2,36 con una media dei tassi variabili nel periodo fissata al 4 per cento. I tassi dei titoli di Stato all’epoca rendevano invece il 2 per cento; il rimborso andrebbe quindi calcolato su questa differenza.
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