Sono tanti i luoghi magici su questo pianeta e Lalibela, tra le montagne dell'Etiopia, ha un'aura speciale con le sue 11 chiese scavate nel sottosuolo
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Biete Ghiorgis, chiesa scavata nella roccia, Lalibela, Etiopia, 2012
Biete Ghiorgis, chiesa scavata nella roccia, Lalibela, Etiopia, 2012 Iwan Baan

Nel 1972 l'architetto Fernando Higueras ha scavato nel suo giardino una buca di 9,9 metri per realizzare la sua casa-rifugio sotterranea, che ha chiamato Rascainfiernos, in contrapposizione agli imponenti edifici che si innalzano e quasi toccano il cielo. Chi è sceso nella sua casa, che somiglia ad una grotta, ricorda il fresco che si avverte appena comincia la discesa: più si scende, più è fresco d'estate.

Non sappiamo se questa freschezza sarà simile o addirittura più intensa nelle bellissime chiese scavate nella roccia di Lalibela, nel nord dell'Etiopia. Si tratta di 11 chiese in totale, una meraviglia dei sensi, dichiarate Patrimonio dell'Umanità e che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita.

Come sono stati realizzati questi gioielli architettonici? L'origine è un mistero: c'è chi dice che siano stati i Templari a scolpirli nel XIII secolo, epoca in cui sono stati realizzati (le cattedrali gotiche dei Templari sono contemporanee a queste chiese). Ma non ci sono prove di ciò. Un’altra spiegazione diffusa è che questi luoghi di culto siano stati costruiti per ordine del re Gebre Mesqel Lalibela, imperatore dell’Etiopia dalla fine del XII secolo e l’inizio del XIII secolo. C'è inoltre chi sostiene che il re sia stato aiutato da un esercito di angeli, che completarono gli 11 templi in una sola notte.

Non è difficile credere a quest'ultima leggenda a mano a mano che si percorrono i cunicoli e i passaggi che conducono da una chiesa all'altra: i templi sono organizzati in due gruppi collegati da corridoi sotterranei. Il primo gruppo è a nord del fiume Giordano e l'altro è a sud dello stesso fiume.

Gli studi sulla costruzione di questo spettacolare sito confermano che prima è stato scavato un rettangolo per isolare un blocco di granito e poi poco a poco sono state scavate le chiese sia all'esterno che all'interno. In questo modo sono state cesellate le porte, le finestre, le colonne, i soffitti, i diversi pavimenti. È stato inoltre creato un sistema di fossi di scolo, fosse, catacombe, grotte. Né è noto, per continuare ad aggiungere mistero a questa costruzione unica, che cosa ne è stato fatto con tutta la roccia estratta, che doveva essere non poca considerando le dimensioni del recinto.

Biet Ghiorgis, la chiesa conservata meglio

A nord del recinto si trova la chiesa di Biet Medhani Alem (Casa del Salvatore del mondo), la più alta delle chiese del complesso, con uno spazio interno di 10.000 metri cubi (si stima che per la sua costruzione siano stati rimossi 15.000 metri cubi di roccia). Biet Mariam (Casa di Maria), è considerata la più antica di tutte.

le altre sono Biet Maskal (Casa della Croce), Biet Denagel (Casa delle Vergini Martiri), Biet Golgotha Mikael (Casa del Golgota) e Biet Mikael (Casa di San Michele); a sud est, Biet Amanuel (Casa dell'Emmanuel), Biet Qeddus Mercoreos (Casa di San Marco), Biet Abba Libanos (Casa dell'abuna Libanos), Biet Gabriel Rafael (Casa degli Gabriele e Raffaele) e Biet Lehem (Casa del Sacro Pane).

Separata dalle altre, ad ovest, si trova Biet Giorgis (Chiesa di San Giorgio), quella meglio conservata tra tutte, spesso classificata come l'ottava meraviglia del mondo. Le chiese si distinguono non solo per le loro strutture, ma anche per i loro elementi decorativi, che rappresentano scene bibliche.

Lalibela è un luogo di culto e di pellegrinaggio: ogni anno migliaia di pellegrini la visitano per celebrare il Natale e la Pasqua. I cristiani ortodossi provenienti da tutto il Paese percorrono chilometri per raggiungere le montagne che ospitano questo luogo travolgente.

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