E’ davvero impossibile recarsi a Custoza, sulla prima cinta delle colline moreniche del veronese, senza inciampare in un frammento di storia d’Italia. Quella del Ristorante Il Tamburino Sardo, poi, è probabilmente la più emblematica di tutte, racchiudendo in sé una parte importante delle radici del nostro Paese. Una storia che da tradizione si è tramandata di generazione in generazione, insieme alla cultura enogastronomica, ed è giunta con la stessa genuina veracità ai giorni nostri. Ce la racconta Franco Predomo, degno anfitrione di questo luogo antico e sempre nuovo.
Al ristorante Il Tamburino Sardo si arriva facilmente dopo una visita all’Ossario di Custoza, eretto in memoria delle due battaglie per l’indipendenza italiana che hanno avuto la frazione di Sommacampagna come scenario degli scontri tra italiani e austriaci. Il monumento è visibile dal colle in cui si trova l’antico casolare che fu, appunto,
la cosiddetta “casa del Tamburino Sardo”, il giovane eroe il cui sacrificio si racconta tra le pagine del libro Cuore di Edmondo de Amicis.
La sua storia, persa tra le pieghe del tempo e dimenticata dai più giovani, parla di un ragazzo di soli quattordici anni a cui viene affidata l’importante missione di chiamare i rinforzi a beneficio del reggimento asserragliato nella vecchia casa, sotto la minaccia delle armi austriache. Correndo a perdifiato, ferito a una gamba e ciononostante determinato a trovare i necessari soccorsi, il piccolo soldato raggiunge il suo scopo e salva il suo reggimento; ma è alto il prezzo che dovrà pagare. Ritrovato dopo giorni dal suo capitano, si rivelerà mutilato per sempre di quella gamba ferita e troppo sforzata nella corsa; e così il vecchio ufficiale lo omaggerà del saluto che si deve a un superiore, affermando: “Io non sono che un capitano, tu sei un eroe”.
E’ Franco Predomo a poter vantare il privilegio di una preziosa location come quella che sorge accanto al casolare del Tamburino Sardo. Dal punto di vista architettonico la struttura del ristorante è notevole, e in piena evoluzione, con l'ampliamento di diversi locali che accoglieranno le richieste di una clientela sempre più sofisticata. Una enorme veranda ospita i tavoli, ma un ancor più ampio spazio esterno si presta alla vista degli avventori offrendo da entrambi i lati un panorama spettacolare, al confine tra i colli veronesi e la pianura, incorniciata dalle Prealpi in lontananza.
All’interno, l’antica storia contadina si respira ad ogni passo, tra il legno che ricorda le botti del vino Custoza, le pietre che richiamano il paesaggio morenico, gli angoli misteriosi che, come capsule del tempo, nascondono tesori tutti da scoprire e, soprattutto, i gesti degli artigiani enogastronomici (troppo riduttivo chiamarli semplicemente “cuochi”), che ogni giorno trasformano la materia prima in piatti dalle radici antiche, ma proiettati al futuro.
“In questo luogo preserviamo la tradizione contadina di quando, decenni fa, la nostra famiglia si ritrovava sotto la frasca a consumare pane, salame e vino, - racconta Franco Predomo.
– Poi la vocazione all'ospitalita' si è tradotta in un ristorante vero e proprio, in cui proponiamo i piatti freschi e genuini che caratterizzano il territorio: gli animali di bassa corte, le verdure dell’orto trasformate in una gustosa giardiniera, i salumi e i formaggi, i dolci di pasticceria e il prodotto di cui andiamo più fieri, il broccoletto di Custoza, ortaggio tipico della zona e presidio Slow Food che, grazie alla sua versatilità, è possibile declinare in qualsiasi piatto, dall’antipasto al dolce”.
Ma la visione di Franco non si limita al territorio locale. “Sono tantissimi i turisti che vengono da noi ogni anno, grazie al Lago di Garda che ne attira moltissimi da tutto il mondo. E a loro vogliamo far conoscere i prodotti della nostra terra e della nostra tradizione, ma allo stesso tempo vogliamo che i nostri piatti siano espressione tangibile della varietà e dell’unità dell’Italia intera. Abbiniamo quindi i prodotti locali con pomodorini calabresi, burrate campane, alici siciliane. E allo stesso tempo rivisitiamo piatti della tradizione contadina, come la pasta e fagioli in versione “light”, perché incontri il gusto anche delle nuove generazioni”.
Le nuove generazioni sono infatti il futuro di questo luogo, e le speranze sono buone perché questo futuro sia ancora ricco di gusti semplici e di voglia di stare insieme.
“Senza nulla togliere ai fast food, è bello vedere che ci sono ragazzi che preferiscono passare da noi le loro serate, o venire a mangiare un semplice pollo e patate tornando dalla spiaggia”, gongola Franco.
“Sono ragazzi che conosco da anni, che venivano qui con i loro genitori; ora vengono da me con gli amici, basta che chiamino, anche alle dieci di sera, e sanno di trovare un’accoglienza e un buon piatto come a casa”.
Il cibo naturalmente non è l’unico vanto del Tamburino Sardo. L’azienda agricola Franco Predomo produce infatti vini e grappe dal gusto morbido e fruttato, create da una delle tre distillerie a fuoco diretto ancora esistenti in Italia, sotto il marchio Generale. Un marchio che, anche in questo caso, ha una sua storia: andate a Custoza a trovare Franco Predomo e ve la racconterà.
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