L'avanzata dell'intelligenza artificiale generativa divide l'Europa in due: mentre i Paesi del Nord guidano con forza la rivoluzione digitale, alcune nazioni del Sud sono in ritardo. Lo dimostra l'ultima indagine della Banca europea per gli investimenti (BEI).
Secondo i dati pubblicati, la Finlandia è all'avanguardia nell'uso aziendale dell'intelligenza artificiale, con il 66% delle aziende che implementa questa tecnologia nei propri processi. Danimarca (58%) e Olanda (55%) occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto nella classifica, consolidando il Nord Europa come la regione più impegnata in innovazione e digitalizzazione.
Belgio (51%) e Spagna (50%) non sono da meno, raggiungendo anch'essi posizioni di rilievo rispetto alla media UE del 37%. Il divario digitale è particolarmente evidente al Sud: l'Italia, con il 20%, e la Grecia, con appena il 19%, si trovano in fondo alla classifica.
Questa tendenza evidenzia le sfide ancora aperte della digitalizzazione in questi Paesi, dove l'adozione dell'intelligenza artificiale è ancora limitata e rischia di rallentarne la futura competitività. Con l'intelligenza artificiale che traccia una nuova frontiera nell'economia europea, il divario tra leader e ritardatari si sta ampliando.
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