Nato secoli fa nelle regioni più fredde del Nord Europa, oggi è una disciplina olimpica molto seguita, nota perché richiede molta concentrazione, abilità manuale e collaborazione. Le pietre, gli attrezzi e il ghiaccio stesso sono regolati con estrema precisione per garantire un gioco equo e spettacolare. Ma che cos'è il curling e quali sono le sue regole? Ecco ciò che c'è da sapere in vista delle prossime gare alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Che cos'è il curling e dove nasce
Il curling è uno sport di precisione che si gioca sul ghiaccio, in cui due squadre si sfidano facendo scivolare delle speciali pietre di granito verso un bersaglio chiamato "house". Anche se a prima vista può sembrare lento, in realtà dietro ogni lancio c'è una pianificazione accurata e una tecnica raffinata. Le pietre, le famose "stone", gli attrezzi e il ghiaccio stesso sono regolati con estrema precisione per garantire un gioco equo e spettacolare.
Il curling è nato in Scozia del primo Cinquecento, dove veniva praticato all’aperto, su laghi e stagni ghiacciati, come passatempo invernale delle comunità locali. Le tracce più antiche risalgono all’inizio del XVI secolo: una pietra incisa datata 1511, nota come Stirling Stone, e alcuni documenti del 1541 ne attestano l’esistenza già in epoca precoce.
Nel corso del Settecento questo gioco popolare iniziò a darsi regole più precise e a trasformarsi in una vera disciplina sportiva, fino alla nascita del primo club ufficiale nel 1716 a Kilsyth, segnando l’inizio del curling moderno.
Quali sono le regole del gioco del curling
Lo scopo del curling è semplice: posizionare le proprie pietre più vicine possibile al centro della "house" rispetto a quelle della squadra avversaria. Nella pratica, però, entrarci davvero richiede molta più finezza.
- Ogni squadra lancia otto pietre per ogni "end", una sorta di mini-round che compone l'intera partita. Una volta rilasciata la stone, i giocatori possono intervenire spazzando il ghiaccio davanti a essa: l’attrito diminuisce e la pietra scivola più lontano e più dritta. È un gesto determinante, che può cambiare l’esito di un tiro in pochi istanti.
- All’interno di una partita entrano in gioco vari fattori: velocità, traiettoria, rotazione, e la capacità di leggere il ghiaccio, che non è mai perfettamente uniforme.
- La squadra deve anche decidere se tentare un tiro difensivo, offensivo o di disturbo. Per questo il curling viene apprezzato dagli appassionati di sport tattici e da chi ama vedere l’evoluzione continua della partita.
Perché si chiama curling?
Il nome deriva dal termine inglese "curl", che significa "curvare". È proprio la leggera rotazione impressa alla pietra al momento del rilascio a farle descrivere una curva caratteristica durante lo scivolamento.
Quel movimento, visibile solo dopo qualche metro di traiettoria, è il cuore del gioco ed è ciò che permette ai giocatori di realizzare traiettorie precise e aggirare ostacoli strategicamente posizionati dagli avversari.
Il curling su ghiaccio alle Olimpiadi
Il curling è parte stabile del programma olimpico invernale dai Giochi di Nagano 1998, anche se la sua storia olimpica risale addirittura ai primi del Novecento. Presente tra le discipline delle Olimpiadi Invernali 2026, il curling di oggi prevede tre competizioni: maschile, femminile e doppio misto, una variante dinamica che esalta il ritmo di gioco e la coordinazione dei due compagni.
Alle Olimpiadi il curling è uno sport che assume un fascino particolare: il livello è altissimo e i materiali utilizzati sono estremamente curati. Le pietre olimpiche, ad esempio, sono realizzate con un raro granito proveniente da alcune specifiche zone delle isole britanniche, famoso per resistenza e scorrevolezza.
Ogni stone pesa circa 20 kg e viene controllata minuziosamente prima dei Giochi. Chi segue le partite olimpiche scopre rapidamente che il curling non è solo un gioco di precisione, ma anche di psicologia e cooperazione. I team comunicano costantemente, leggono il ghiaccio, adattano la strategia e mantengono la calma anche sotto grande pressione.
Dove si pratica il curling in Italia?
In Italia il curling è praticato soprattutto nelle regioni alpine, dove è più facile trovare strutture con piste da ghiaccio dedicate. Le aree in cui il movimento è più attivo includono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Alcuni dei club più storici si trovano proprio in queste zone, con scuole e corsi aperti anche ai principianti.
Negli ultimi anni l’interesse è cresciuto grazie anche ai buoni risultati delle squadre italiane nelle competizioni internazionali. Sempre più città stanno iniziando a proporre piste attrezzate, spesso all’interno di palazzetti del ghiaccio polifunzionali. Per chi vuole provare, i club locali offrono giornate di avvicinamento allo sport e lezioni guidate.
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