Catania celebra Sant’Agata: tre giorni di fede, storia e processioni nel cuore del centro della città etnea.
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festa sant'agata a catania
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In occasione della Festa di Sant’Agata, patrona di Catania, la città etnea cambia volto: le vie del centro storico si riempiono di luci, bancarelle, profumi di dolci tradizionali e soprattutto di “cittadini devoti” che, con la tradizionale veste bianca, accompagnano il fercolo della Santa lungo un percorso religioso e popolare. Ecco, allora, le date e il programma della Festa di Sant’Agata 2026.

Quando si svolge la Festa di Sant'Agata a Catania?

La Festa di Sant'Agata Catania si svolge ufficialmente ogni anno tra il 3 e il 5 febbraio, ed è in questi tre giorni che si concentrano i riti più conosciuti e spettacolari. Tuttavia, la devozione non si esaurisce qui: il 6 febbraio e i giorni successivi sono dedicati a celebrazioni liturgiche e momenti di preghiera, mentre una seconda ricorrenza cade il 17 agosto, quando la città ricorda il ritorno delle reliquie a Catania.

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La storia e la leggenda di Sant'Agata a Catania

Ma qual è la storia di Sant’Agata e perché è così amata a Catania? Agata nacque in una famiglia nobile catanese intorno al III secolo d.C., in un periodo in cui l’Impero Romano perseguitava duramente i cristiani. Secondo la tradizione, il proconsole Quinziano si invaghì di lei e, non sopportando il suo rifiuto, la sottopose a un processo in cui le fu chiesto di rinnegare la propria religione. Di fronte alla sua ostinata fermezza, Agata venne incarcerata e sottoposta a crudeli tormenti. 

La storia di Sant’Agata si arricchisce di episodi miracolosi, tramandati tra fede e leggenda. Morì il 5 febbraio del 251, a seguito delle torture. Un altro elemento fondamentale della città con la Santa riguarda il vulcano Etna. A più riprese, nei secoli, i catanesi hanno invocato la Santa per essere salvati dalle eruzioni. La tradizione narra che, nel 252, un anno dopo la morte di Agata, una violenta eruzione minacciò la città: i fedeli portarono il velo della Santa in processione verso il fronte lavico, e il magma si sarebbe fermato miracolosamente. 

Nei secoli successivi le reliquie di Sant’Agata furono trafugate e condotte fuori dalla Sicilia, in particolare a Costantinopoli. Il loro ritorno a Catania nel XII secolo rappresenta un capitolo centrale della devozione agatina. Nel 2026, il cosiddetto Giubileo agatino – si celebrerà il novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie.

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Luca Aless, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Le Candelore di Sant'Agata

Tra gli elementi più riconoscibili della Festa di Sant'Agata a Catania ci sono senza dubbio le Candelore, grandi ceri votivi portati in processione dalle antiche corporazioni di mestiere. Ogni Candelora rappresenta una realtà produttiva o un’antica categoria di lavoratori – come i panettieri, i pescatori, i macellai, i fruttivendoli – e sfila durante la festa come segno di riconoscenza e supplica. Vengono portate a spalla da gruppi coordinati di portatori che avanzano con un passo caratteristico.

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Il programma della Festa di Sant'Agata 2026

Le giornate più importanti della Festa di Sant’Agata 2026 inizieranno il 3 febbraio, quando arriveranno i momenti dell’offerta della cera e il giro delle carrozze storiche del Senato. In mattinata, eleganti carrozze d’epoca attraverseranno Piazza Duomo, Via Etnea e le strade barocche del centro. Intorno a mezzogiorno, dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace prenderà avvio la processione dei cerei votivi.

Il 4 febbraio, prima dell’alba, la Cattedrale si riempirà per la solenne Messa dell’Aurora, uno dei momenti più intensi di tutto il calendario delle celebrazioni. Al termine della celebrazione, il fercolo con le reliquie della Santa uscirà dalla Cattedrale per la lunga processione che attraverserà le principali vie della città. 

Il 5 febbraio, dopo la messa mattutina, e in particolare verso le 17:00, inizierà la grande processione pomeridiana lungo Via Etnea, forse l’evento più spettacolare della festa. Il fercolo, circondato da un mare di “cittadini devoti” in veste bianca, attraverserà tutto il centro, tra fuochi pirotecnici, luminarie e canti.

Infine, dal 6 al 12 febbraio la città continuerà a vivere in clima agatino con una serie di messe dedicate, in particolare agli ammalati, e con ostensioni straordinarie delle reliquie. I giorni 9, 10 e 11 febbraio saranno riservati proprio a queste ostensioni speciali in Cattedrale.

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Vivere a Catania

Al di là dei giorni intensi della festa patronale, Catania è una città ricca di storia e tradizioni. Il centro storico, ricostruito dopo il terremoto del 1693, è un capolavoro di barocco siciliano riconosciuto dall’UNESCO, con piazze scenografiche, chiese monumentali e palazzi nobiliari che si sono stratificati durante secoli.

Dal punto di vista pratico, le università e gli istituti di ricerca attirano studenti da tutta Italia e dall’estero, dando alla città un profilo giovane e dinamico. I collegamenti sono buoni: l’aeroporto di Fontanarossa è uno dei più importanti del Sud Italia, con voli nazionali e internazionali, e la rete ferroviaria e degli autobus permette di raggiungere facilmente altre località siciliane.

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