Affreschi di rara bellezza, una piscina lunga 61 metri e stanze appena scoperte: ecco cosa vedere alla Villa di Poppea a Oplontis.
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Gli esterni della Villa di Poppea a Oplontis
Miguel Hermoso Cuesta - CC-BYSA-4.0 - Wikimedia Commons

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. non travolse solo Pompei ed Ercolano: con loro scomparve anche Oplontis, un insediamento suburbano di lusso dove l'aristocrazia romana trascorreva i periodi di riposo lontano dalla città. Oggi quell'area corrisponde all'attuale Torre Annunziata, in provincia di Napoli, facilmente accessibile a chiunque voglia scoprire un patrimonio meno frequentato delle più celebrate mete vesuviane ma altrettanto ricco. Per chi è alla ricerca di un'esperienza autentica fuori dalle rotte più battute, gli scavi di Oplontis e la Villa di Poppea rappresentano dunque una tappa da segnare sul taccuino di viaggio.

Dove si trovano e come raggiungere gli scavi di Oplontis

Gli scavi di Oplontis (o scavi archeologici di Oplonti) si trovano in Via dei Sepolcri, nel centro del comune di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Il sito si inserisce nella dorsale vesuviana che comprende anche Pompei, Ercolano e Stabiae, con una posizione strategica per chi organizza un itinerario culturale nell'area: Torre Annunziata, infatti, dista appena tre chilometri da Pompei, raggiungibile in una manciata di minuti.

Per arrivare agli scavi di Oplontis è possibile scegliere tra diverse modalità di trasporto:

  • Circumvesuviana: prendere la linea Napoli–Sorrento oppure la linea Napoli–Poggiomarino via Scafati e scendere alla fermata Torre Annunziata Oplonti. Dall'uscita della stazione, l'ingresso agli scavi è raggiungibile a piedi in circa sette minuti.
  • Auto: si percorre l'autostrada A3 Napoli–Salerno e uscendo al casello Torre Annunziata Sud, per poi proseguire sulla SS18 fino all'incrocio con Via dei Sepolcri.
  • Treno: la stazione di riferimento è quella di Torre Annunziata Centrale, poi si prosegue con una breve passeggiata o con un taxi.

Dove parcheggiare vicino all'area di Oplontis

All'interno dell'area archeologica di Oplontis non è presente un parcheggio ufficiale dedicato ai visitatori: chi arriva in auto può dunque utilizzare gli stalli disponibili lungo le strade vicine al sito, oppure ricorrere ai parcheggi privati presenti in zona, generalmente a pagamento.

Cosa vedere agli scavi di Oplontis: la Villa di Poppea

Gli scavi di Oplontis sono caratterizzati da due complessi: l'unico regolarmente aperto al pubblico è la Villa di Poppea, nota anche come Villa A; la seconda struttura, la Villa B o Villa di Lucius Crassius Tertius, non è visitabile se non in rare aperture straordinarie.

La Villa di Poppea si estende su oltre diecimila metri quadrati con una planimetria articolata in circa cento ambienti, molti dei quali ancora non completamente scavati e studiati. Ad oggi, i principali elementi da osservare sono:

  • il triclinium: si tratta della sala da pranzo con affreschi in secondo stile pompeiano che creano effetti prospettici attraverso colonnati dipinti, finte architetture e nature morte;
  • la grande piscina (natatio): lunga 61 metri e larga 17, è pavimentata in cocciopesto, mentre un tempo era ornata da statue in marmo lungo i bordi;
  • il quartiere termale privato: qui sono presenti calidarium, tepidarium e frigidarium decorati da scene mitologiche, tra cui il mito di Ercole nel giardino delle Esperidi;
  • i due giardini: entrambi sono stati ricostruiti sulla base delle impronte delle radici originarie;
  • le quindici statue e i reperti originari: sono stati ricollocati nel sito nell'ambito di un progetto di museo diffuso permanente.

Al momento dell'eruzione del Vesuvio la villa era in fase di ristrutturazione, come testimonia la presenza di materiali edilizi accantonati in alcune stanze.

Scavi di Oplontis
Sebastien amiet - CC-BY-2.0- Wikimedia Commons

Villa di Poppea: le nuove stanze e gli affreschi mai visti

Nel corso del 2025, il Parco Archeologico di Pompei ha avviato una nuova campagna di scavo e restauro all'interno della Villa di Poppea, con risultati inattesi. L'area interessata è il cosiddetto Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti di rappresentanza più raffinati dell'intero complesso, decorato in II stile pompeiano.

Dai nuovi scavi sono emersi questi elementi:

  • quattro nuovi ambienti: portano il totale dei vani conosciuti a oltre cento, tra cui un vano absidato riconducibile al settore termale della villa;
  • nuovi affreschi: qui sono rappresentate figure di pavoni dai colori ancora vividi, tra cui la rappresentazione integra di una pavonessa, speculare al pavone maschio già noto;
  • raffigurazione di Pappus: si tratta dei frammenti di una maschera della Commedia Atellana che si aggiunge alle altre tragiche già presenti nella sala;
  • tripode dorato: è la porzione di un affresco in dialogo simbolico con un tripode in bronzo raffigurato sulla parete opposta.

Parallelamente allo scavo è in corso il restauro di due cubicula, ossia ambienti destinati al riposo, con stucchi, affreschi, volte dipinte e mosaici che impiegano pigmenti preziosi come il blu egizio.

A partire dal 12 febbraio 2026, ogni giovedì dalle 10:30 alle 12:00, i visitatori muniti di regolare biglietto possono accedere ad alcune aree del cantiere, accompagnati dal personale del Parco e in gruppi di massimo 10 persone.

Caledarium di Villa Poppea
AIMare - PD-self- Wikimedia Commons

Come visitare gli scavi archeologici di Oplonti

Gli scavi archeologici di Oplontis e la Villa di Poppea sono aperti al pubblico tutti i giorni tranne il martedì, giorno di chiusura; gli orari di accesso prevedono l'ingresso dalle 9:00 alle 17:00 nel periodo estivo e dalle 9:00 alle 16:00 in quello invernale.

La durata media della visita si aggira intorno a un'ora, con la possibilità di estenderla fino a 90 minuti per chi vuole soffermarsi sui dettagli degli affreschi e del giardino. Il sito è di dimensioni contenute rispetto agli scavi di Pompei da vedere nei dintorni, ma la qualità degli ambienti suggerisce di non affrettarsi.

È inoltre possibile acquistare l'audioguida al momento del pagamento del biglietto online, sul circuito Vivaticket, l'unico rivenditore autorizzato; per chi preferisce arricchire ulteriormente l'esperienza, sono disponibili anche delle visite guidate.

Quanto costa il biglietto per gli scavi di Oplontis

Il biglietto di ingresso agli scavi di Oplontis è tra i più accessibili dell'area vesuviana: il prezzo intero è di 6 euro, comprensivo dell'accesso all'Antiquarium di Boscoreale. Il biglietto ridotto, destinato ai giovani tra i 18 e i 25 anni residenti nell'Unione Europea e ad altre categorie agevolate, è disponibile a 3 euro; i minori di 18 anni, invece, entrano gratuitamente.

Per chi intende visitare più siti dell'area è conveniente valutare il Pass Grande Pompei, che include Oplontis, Pompei, Stabiae e Boscoreale, oppure l'Artecard Campania, che è valida per 80 attrazioni della regione tra cui diversi Patrimoni UNESCO della Campania.

I biglietti si acquistano direttamente alla biglietteria del sito o, preferibilmente, in anticipo online. Si consiglia in ogni caso di verificare prezzi e disponibilità aggiornati sul sito ufficiale del Parco Archeologico di Pompei, poiché le tariffe possono essere soggette a variazioni stagionali o cambiare in occasione di giornate promozionali.

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